MARSALA, NON RISPETTA IL DASPO E FINISCE IN MANETTE

Si era beccato il DASPO il 5 ottobre del 2013, ma al termine dell’incontro tra il Marsala e la squadra di Roccella Ionica gli agenti presenti allo Stadio per il servizio di sicurezza notavano la sua presenza all’interno della scalinata esterna della Curva Nord del “Nino Lombardo Angotta” in palese violazione delle prescrizioni che gli erano state imposte. Non poteva infatti trovarsi nelle vicinanze della struttura sportiva durante lo svolgimento di una gara. Giuseppe Licari, 31 anni, marsalese, pluripregiudicato, si accorgeva della presenza degli agenti di polizia e tentava di dileguarsi salendo sulla sua automobile. Ma faceva  ben poca strada perchè i poliziotti lo raggiungevano e gli chiedevano di fornire le proprie generalità. Licari reagiva in malo modo. Scendendo dalla sua auto si scagliava contro gli agenti aggrendoli e sputandogli contro per poi risalire sulla sua autovettura ed andare via, favorito da un gruppo di ultras che hanno ostacolato i poliziotti che tentavano di raggiungerlo. Ma anche in questo caso Licari faceva poca strada e veniva nuovamente intercettato dagli agenti. Non cambiava tuttavia il suo atteggiamento minaccioso nei confronti delle forze dell’ordine. Ormai appiedato continuava tuttavia ad essere spalleggiato da un gruppo di ultras che cercavano d’impedirne l’identificazione. L’arrivo di un’altra pattuglia ha però consentito di rintracciare e bloccare Licari che veniva arrestato. Le accuse per lui, oltraggio, resistenza, violenza, minaccia aggravata a pubblico ufficiale e non osservanza delle disposizioni del DASPO. Processo per direttissima ed obbligo di presentazione in commissariato.

Licari Giuseppe

Giuseppe Licari

 

 

 

 

 

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