TRAPANI, ESPOSTO DELLA LEGA DEL CANE SUL CANILE INTERCOMUNALE

Il canile intercomunale è lì, in contrada Cuddia, lontano dalla città e ad un passo dalla discarica per i rifiuti. E per la Lega Nazionale del Cane è proprio questo il problema. Il suo presidente provinciale Antonino Giorgio ha seguito, passo dopo passo, il lungo iter tecnico e burocratico che ha portato alla realizzazione dell’opera. L’Associazione non è mai stata d’accordo sulla “location” e l’ha detto a chiare lettere. Ora pure con un esposto che è indirizzato alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, all’Azienda Sanitaria Locale, all’Assessorato regionale alla Salute ed al Prefetto Darco Pellos. Il canile avrà pure avuto un finanziamento di 4 milioni di euro, ma è stata necessaria una variante al progetto per portare l’energia elettrica mentre non è ancora prevista la conduttura idrica. Una struttura con multiservizi per il ricovero degli animali che non può contare su un approvvigionamento idrico diretto e che dovrà dunque utilizzare il servizio di autobotti. Il presidente Giorgio, nell’esposto dell’associazione, invita a fare una riflessione sui costi che necessariamente saranno scaricati sui trapanesi con la leva fiscale. Se e quando il canile sarà operativo. La manifestazione d’interesse indetta dall’amministrazione dell’ex sindaco Vito Damiano – dicembre 2016 – è stata revocata. I cani vengono trasferiti in altre strutture siciliane ed il Comune paga il servizio di sorveglianza per evitare il rischio di raid vandalici che potrebbero compromettere il futuro del canile intercomunale. La Lega del Cane non ha dubbi. Il canile non andava fatto in quell’area. Per supportare tecnicamente ed in punta di diritto questa tesi l’associazione ha coinvolto un professionista del settore che ha redatto una relazione dopo un sopralluogo. Da qui le domande della Lega che fanno parte integrante dell’esposto. Giorgio si pone il problema dei prelievi del sottosuolo per verificare la presenza di sostanze tossiche, vista la vicinanza alla discarica. Sono stati fatti? E l’esame sulla conformità geologica del sito? Ed i servizi sanitari si sono occupati del progetto? L’hanno approfondito? La Lega tra tante carte hanno una certezza, quella delle parcelle che ha potuto conoscere e leggere nelle varie fasi di realizzazione dell’opera. L’associazione ha presentato l’esposto perché vuole sapere dalle istituzioni se c’è qualcuno che ha sbagliato. Se ci sono le condizioni per fare emergere eventuali responsabilità penali. La Lega del Cane è pronta anche a costituirsi parte civile se dovessero esserci novità giudiziarie. Di certo, vuole essere informata sulle eventuali indagini. La nuova amministrazione comunale – insediata da poco – ha cominciato a leggere le carte. Nel resoconto del primo mese di governo della città, dopo il voto di giugno, il sindaco Giacomo Tranchida ha voluto sintetizzare così il lavoro della sua giunta: “Primo incontro con tutte le Associazioni Animaliste per ipotesi gestionale dei rispettivi servizi e sopralluogo operativo al canile comunale di contrada Cudia”.

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