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BIRGI, LE RAGIONI DI ALITALIA, L’ASSEMBLEA DEI SOCI ED IL SIT-IN IN AEROPORTO

Il ricorso dell’Alitalia sul bando che avrebbe assegnato il nuovo co-marketing per l’aeroporto di Birgi alla Ryanair, unica compagnia, che è arrivata fino alla fine della procedura, è stato accolto dal Tar di Palermo che ha condiviso due punti in particolare. Uno relativo alle destinazioni, l’altro ad una parte del finanziamento del co-marketing, quello relativo alle somme della Regione che sarebbero transitate all’aeroporto attraverso i Comuni. L’Alitalia aveva partecipato alla manifestazione d’interesse ma non è poi andata avanti. Alla procedure ristretta s’è ritrovata soltanto la compagnia aerea irlandese. Procedura definita attraverso un bando che ha dovuto registrare, tra le altre cose, anche la decisione di alcuni Comuni di non partecipare al nuovo co-marketing. Scelta che ha portato l’Airgest a dover modificare il bando su questo punto. L’Alitalia, da parte sua, ha posto il problema delle destinazioni dirette ed indirette. In sintesi: per arrivare a Birgi o partendo da Birgi, per una destinazione finale, l’ex compagnia di bandiera, ritiene che si possa utilizzare anche il transito, dunque il passaggio attraverso un altro aeroporto prima di arrivare alla meta. Un esempio: Birgi-Bruxelles, o viceversa, con un transito su Roma o Milano, prima di arrivare a destinazione. L’Airgest non ha detto no a questa soluzione – ed è agli atti – ma ha indicato i voli indiretti come aggiuntivi e non sostitutivi. Il Tar ha però scelto la linea Alitalia e non quella della società di gestione dell’aeroporto di Birgi. Altro elemento che ha portato i giudici ad accogliere il ricorso dell’Alitalia, riguarda il trasferimento delle somme dalla Regione, ai Comuni per poi essere utilizzate per finanziare il co-marketing. E’ stata considerata una procedura opaca che va dunque cambiata. Come è al vaglio degli uffici della Regione. E’ comunque evidente che la stagione estiva è ampiamente compromessa. I flussi turistici, attraverso Birgi, non potranno essere quelli degli anni passati. Già i ritardi acculumati per la definizione del nuovo co-marketing triennale avevano fatto slittare un eventuale avvio della stagion estiva a maggio-giugno. Il ricorso al Tar e tutto ciò che ne consegue non potranno che allontanare i tempi per l’avvio della “summer”. Una sola soluzione potrebbe evitare il rischio di far saltare la stagione estiva. E’ nelle mani di Ryanair, che potrebbe decidere, come ha fatto l’anno scorso, di volare senza incentivo. Stamattina, prima dell’assemblea dei soci, che dovrà valutare le proposte della Regione per il nuovo vertice, dopo le dimissioni del presidente dell’Airgest Franco Giudice, si è tenuto un sit-in, in aeroporto, di imprenditori e lavoratori del settore turistico, preoccupati per il futuro dello scalo. Una soluzione in discussione potrebbe essere quella di una gestione transitoria dello scalo per nominare i nuovi vertici dopo il voto delle Politiche del 4 marzo.

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