TRAPANI, VIA LIBERA AL REFERENDUM PER IL COMUNE AUTONOMO DI MISILISCEMI

La scheda sarà di colore verde, mentre il quesito porrà questa domanda: “Volete che le contrade corrispondenti al territorio delle ex contrade Fontanasalsa, Guarrato, Rilievo, Locogrande, Marausa, Salinagrande, Palma e Pietretagliata del Comune di Trapani siano elette in Comune autonomo con la denominazione di Comune Autonomo di Misiliscemi?”. L’assessorato regionale alle autonomie Locali ha dunque dato il via libera al referendum per la costituzione del nuovo Comune. Si tratta del primo decreto del 2018 firmato – e pubblicato nel sito dell’assessorato – dal neo assessore Bernadette Grasso, ma si tratta, soprattutto, di una affermazione storica del Comitato Promotore che è andato avanti in questi anni con la consapevolezza di avere le norme dalla sua parte, anche quando il disco verde della Regione veniva considerato più che problematico. Potranno votare tutti gli elettori del Comune di Trapani ed i risultati della consultazione referendaria – si legge nel decreto – dovranno essere “distintamente raccolti e valutati con riguardo all’ambito del territorio di cui si chiede il distacco e con riguardo al restante ambito comunale”. Il Comune di Misiliscemi avrebbe il 12,46% della popolazione trapanese ed il 34,22% del territorio comunale. Il referendum dovrebbe svolgersi assieme al voto per l’elezione del nuovo sindaco. E’ evidente che da domani la questione diverrà politica ed entrerà, a pieno titolo, tra i temi della campagna elettorale della prossima primavera. In questi anni l’Associazione politico-culturale per la valorizzazione di Misiliscemi ha fatto la sua parte per far emergere le preoccupazioni ed il dissenso di questa parte del territorio trapanese che spesso si è sentita lontana, ed in qualche caso, abbandonata dalle istituzioni comunali. Prima del voto delle Comunali dell’anno scorso l’Associazione aveva detto la sua sulla proposta referendaria: “La nascita del nuovo Comune non deve essere vista come un indebolimento della città di Trapani, ma in una logica di complementarietà fra i territori, dove tutti si possa concorrere a una visione strategica che renda ogni singola realtà importante per quello che rappresenta”. Dopo anni di confronti e scontri sulla fusione tra i Comuni di Trapani ed Erice, il capoluogo si trova di fronte ad una nuova sfida. Il conto alla rovescia per il referendum è già cominciato e le forze politiche dovranno confrontarsi con il territorio ed in particolare con le aree che intendono costituirsi in Comune autonomo. Ci sarà un quorum da superare, ma la vittoria politica del Comitato promotore del referendum e dell’Associazione Misiliscemi è già nei fatti.

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