LA “LOBBY” DEL SUD. LE ANCI CHIAMANO IN CAUSA DRAGHI: “SUPERIAMO LA QUESTIONE MERIDIONALE CON LE RISORSE EUROPEE”

11 Marzo 2021

Ora o mai più. E’ la parola d’ordine delle ANCI del Sud, delle associazioni dei Comuni del Mezzogiorno. I loro presidenti vogliono parlare, discutere delle risorse per la ripresa. E vogliono farlo con il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e con le Ministre Mara Carfagna (Sud) e Maria Stella Gelmini (Affari Regionali). Un incontro istituzionale per l’utilizzo delle risorse europee. Un incontro per dire che “occorre cambiare passo – si legge nella nota inviata al Premier ed alle due Ministre – e comprendere che anche ai fini della ripresa economica la sfida del Mezzogiorno è la sfida dell’intero Paese ed il tema di come colmare il divario territoriale deve essere una delle priorità sull’impiego delle risorse finanziarie destinate dall’Unione Europea all’Italia”. Il Sud – i toni istituzionali non consentono di andare oltre – sente puzza di bruciato? Il governo Draghi è sicuramente di unità nazionale ma è indiscutibile che sia, per così dire, sbilanciato verso il Nord e non soltanto per la rappresentanza nell’esecutivo. E non a caso le ANCI del Sud hanno deciso – forse per la prima volta – di fare lobby. Indicando la Questione Meridionale come fondamento della ripresa. La loro nota non poteva essere più netta, perché punta ad “un percorso di effettiva unificazione e definitivo superamento della questione meridionale al pari di quello avvenuto in Germania dopo la sua unificazione nel 1989”. Confronto non scelto a caso. Perché la Questione Meridionale italiana ha una portata storica ed economica che può sicuramente essere affiancata all’immane lavoro che è stato fatto in Germania per unire i due Paesi. La richiesta d’incontro dei presidenti ANCI porta le firme di Leoluca Orlando (Sicilia), Gianguido D’Alberto (Abruzzo), Salvatore Adduce (Basilicata), Francesco Candia (Calabria), Carlo Marino (Campania), Domenico Vitto (Puglia), Pompilio Sciulli (Molise) ed Emiliano Deiana (Sardegna). Il Sud, dunque, si muove all’unisono. La lettera delle ANCI finisce per confermare una costante evoluzione del confronto politico. Prendono sempre più forza e consistenza le ragioni dei territori che vanno oltre gli schieramenti politici.

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