TRAPANI, MIGRANTI. COSI’ PARLO’ IL PD DI RALLO

24 Agosto 2020

Il Pd di Trapani non poteva stare ancora in silenzio. Dopo le polemiche sulle ordinanze del sindaco Giacomo Tranchida – atti chiaramente nulli, con divieti di sbarco che non potevano essere presi in considerazione – e le polemiche interne al partito, con una parte dei dem che hanno contestato duramente il primo cittadino. Non poteva stare in silenzio ma non poteva neanche riaprire lo scontro, schierarsi. Ed allora il Pd cittadino ha deciso di fare l’unica cosa che l’avrebbe messo al riparo da nuove convulsioni interne. Quella di entrare nel merito della vertenza immigrazione con l’aggiunta del virus ma volando alto, provando a dare un contributo al dibattito nazionale che è in corso da tempo sulla gestione del sistema immigrati. L’ha fatto con il suo segretario Andrea Rallo e con il coordinamento comunale. Con alcuni punti fermi che, in maniera inequivocabile, ma senza alzare i toni, mettono dei paletti. Come quando, nella nota dem, si sottolinea la “solidarietà allo Stato, alla Comunità Europea ed alla Comunità internazionale”. Il Pd di Trapani, dunque, non critica, non si contrappone al governo nazionale ed alle sue scelte. Non può, di conseguenza, condividere ed apprezzare gli atti che sono stati prodotti in questi giorni ed in queste ore che avrebbero voluto imporre divieti che non potevano imporre per mancanza di competenza. Il Pd chiede l’abrogazione del decreto Salvini e la “immediata riattivazione del sistema di protezione per richiedenti asilo per rifugiati. In una parola, gli Sprar. Chiede anche “strutture, mezzi e protocolli di accoglienza nel pieno rispetto della dignità umana”, ma anche “nelle migliori condizioni di sicurezza possibile e di contenimento dell’emergenza sanitaria, sia per gli operatori che per la cittadinanza”. Due richieste che hanno come indirizzo la sede del governo nazionale che il Pd sostiene. Per i dem di Trapani è poi necessario “rafforzare i presidi umanitari nelle coste libiche e tunisine”, “aiutare la popolazione tunisina” e “non lasciare da solo il governo di Tunisi”, perché verrebbe stretto tra “i signori della guerra” e le bande senza scrupoli che “vendono” vite umane. Così parlò il Pd di Trapani, in linea con il suo governo.

Notizie Correlate