BIRGI, NESSUN LICENZIAMENTO MA C’E’ ANCORA IL CONTO DA PAGARE A RYANAIR

Tutto è bene quel che finisce bene. Prima l’allarme rosso ora l’annuncio di un pericolo scongiurato. Non ci saranno licenziamenti nella società di gestione dell’aeroporto di Birgi. I sindacati cantano vittoria. Cgil, Cisl, Uil ed Ugl, con le rispettive organizzazioni di categoria hanno fatto fronte comune ed hanno trovato un’intesa con il vertice di Airgest, che aveva posto 28 lavoratori in mobilità, l’anticamera del licenziamento. “Dopo un complesso confronto – hanno sottolineato le quattro sigle sindacali – , è stata condivisa la possibilità di evitare i licenziamenti preannunciati, ricorrendo agli ammortizzatori sociali per sostenere i lavoratori in questo momento di difficoltà. L’obiettivo, oltre a salvaguardare i dipendenti, è ottenere risparmi e razionalizzazioni che potranno consentire la concretizzazione del lavoro messo in campo dal nuovo management e avviare il rilancio dello scalo trapanese, auspicato da tutti”. Cgil, Cisl, Uil ed Ugl non si fermano alla vertenza e rilanciano sul futuro dello scalo chiamando in causa tutti: “È necessario pertanto che ciascuno faccia la sua parte, azienda, parti sociali ma anche istituzioni e amministrazioni, affinché i sacrifici messi in atto, in primis dai lavoratori, portino ai risultati attesi”. La via intrapresa è quella della cassa integrazione straordinaria che avrà come ultimo passaggio tecnico l’intervento del Ministero dello Sviluppo Economico. “Ci aspettiamo – hanno concluso i sindacati – collaborazione e disponibilità per consentire la buona riuscita della procedura che darà respiro all’Airgest per superare l’attuale situazione di crisi”. C’è poi anche un vecchio nodo da sciogliere che i sindacati hanno voluto rimarcare con un appello: “Ai sindaci dei Comuni di Castellammare, Pantelleria, Valderice, Campobello di Mazara, Salaparuta e Poggioreale ancora inadempienti, per le somme residue relative al  co-marketing scaduto il 31 marzo del 2017. Facciano la loro parte nella delicata vertenza, che altrimenti vedrà la vanificazione dei sacrifici dei lavoratori, la negazione del rilancio dello scalo di Birgi e l’ulteriore penalizzazione di un territorio, già martoriato dalla crisi economica, che cerca possibilità di riscatto e opportunità di sviluppo e crescita”.

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