BIRGI, ECCO PERCHE’ IL PRESIDENTE OMBRA HA FRETTA

La fretta del neo presidente dell’Airgest Salvatore Ombra è più che mai giustificata. “Dobbiamo fare presto per definire la Summer 2020”, ha ribadito più volte. C’è da ritenere che la sua considerazione sia dovuta allo studio approfondito dell’articolo 13 del collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019 in materia di pubblica amministrazione e personale e con una postilla – anzi, un intero articolo – per Birgi. Bisogna fare presto perché l’articolo 13 è un esempio lampante di cosa sia la burocrazia in questo Paese. Cosa siano le procedure – previste per legge – che poco hanno a che fare con i tempi del mercato. In questo caso con l’emergenza Birgi. E’ dunque necessario seguire, comma dopo comma, la norma che riguarda l’aeroporto di Trapani per comprendere che si tratta – come dice Ombra – di una corsa contro il tempo.

Comma 1

“L’Assessorato regionale al Turismo, previo parere della Commissione competente, sentiti l’Assessorato alle Infrastrutture e l’Assessorato all’Economia, è autorizzato ad effettuare interventi finanziari a favore dell’aeroporto di Birgi per il tramite della società di gestione aeroportuale, di cui la Regione è azionista di maggioranza”. Dunque l’Assessorato al Turismo, motore dell’intervento per lo scalo trapanese, prima di poter essere operativo deve attendere un parere e sentire altri uffici. Per passare dalle linee burocratiche alla responsabilità politica è bene indicare i protagonisti di questo primo comma. L’impulso per rilanciare Birgi deve arrivare dall’assessore al Turismo Manlio Messina (Fratelli d’Italia). La Commissione competente è la quarta (Territorio, Ambiente e Mobilità): è presieduta da Giusy Savarino (Diventerà Bellissima) ed ha tre presenze trapanesi, Eleonora Lo Curto (Udc), Stefano Pellegrino (Forza Italia), Valentina Palmeri (Movimento Cinque Stelle). L’assessore Messina dovrà coordinarsi con i colleghi di giunta Marco Falcone (Forza Italia), che ha la delega alle Infrastrutture e con Gaetano Armao (area Forza Italia), vicepresidente della Regione e titolare della delega all’Economia. Non a caso il presidente Ombra ha accelerato i tempi aprendo il confronto con l’Assessorato al Turismo per definire quella che ha indicato come la road map per utilizzare le risorse messe a disposizione dalla legge in questione.

Comma 2

“L’erogazione dei finanziamenti, pari ad euro 4.625.500 euro per l’esercizio finanziario 2019, e ad euro 4.725.500 per l’esercizio 2020 è subordinata alla sottoscrizione di apposita convenzione tra il dipartimento regionale del Turismo e la società di gestione aeroportuale”. Ancora carta, ancora articoli, che negli uffici della Regione possono trasformarsi in muri invalicabili. Basta spostare una virgola per bloccare tutto. Anche un semplice funzionario che ha la luna storta può mettere tutto in crisi. Ombra marcherà ad uomo i responsabili degli uffici, ma una spinta organizzata dal territorio non sarebbe male. Perché quando un territorio fa sentire la sua voce e fa soprattutto pressione – nel rispetto di uomini e cose – non può che agevolare i protagonisti di una vicenda, quella di Birgi, che deve ancora essere scritta. L’esame del comma 2 fa inoltre comprendere ancora meglio l’appello di Ombra, che pensa già al 2021, quando Birgi dovrà andare avanti con le sue gambe se riuscirà ad averle. Due anni di tempo per costruire una strategia vincente non sono tanti ed il 2021 è già dietro l’angolo. Senza risorse, idee e progetti frutto dell’impegno del territorio sarà difficile andare oltre la Summer 2020. Il presidente su questo punto è stato chiaro. Anzi, chiarissimo. La Regione non potrà continuare a ripianare debiti ed a investire risorse a fondo perduto.

Comma 3

“La convenzione riporta il programma pluriennale delle nuove rotte, gli obiettivi d’incremento dei flussi turistici attesi ed il riferimento al piano industriale, ovvero all’analisi della redditività ex ante dell’investimento finanziario, nonché i reciproci rapporti anche inerenti al trasferimento delle risorse”. Si tratta di un percorso obbligato che è dettato dall’Unione Europea per non bollare l’intervento finanziario come un aiuto di Stato aprendo così una procedura d’infrazione che metterebbe tutto in discussione, prima di tutto il futuro di Birgi. L’utilizzo delle risorse deve essere legato e collegato ad un progetto di sviluppo del territorio perché deve dire, con elementi concreti, perché c’è bisogno delle tratte prese in considerazione e quali possono essere le prospettive economiche dell’investimento sullo scalo. E’ il “MEO Test”. Sta per Market Economy Operator. Per saperne di più, rivolgersi all’UE ed alla sua comunicazione del 2014.

Comma 4

“Per le finalità di cui al presente articolo, il dipartimento regionale del turismo è autorizzato ad avvalersi, nel rispetto della normativa vigente in materia, di specifici studi di settore per una spesa non superiore a 100 migliaia di euro per l’esercizio 2019”. Qui la politica, in particolare la politica di governo, dovrà dimostrare di avere ancora una dimensione istituzionale. E’ il classico comma da legge regionale che può aprire le porte ad operazioni clientelari. Centomila euro che possono essere spesi bene, per dare un reale sostegno a chi dovrà definire piani, convenzioni e quant’altro, ma che possono anche prendere un’altra strada, quella dell’acquisizione del consenso politico mascherato da strumento tecnico. E’ dunque un comma da tenere sotto osservazione, se e quando verrà utilizzato.

Comma 5

“I finanziamenti di cui al presente articolo sono concessi in conformità e nel rispetto delle procedure di cui alla Comunicazione della Commissione Europea relativa agli orientamenti sugli aiuti di Stato agli aeroporti ed alla compagnie aeree del 4 aprile 2014, n.2014/C 99/03 – paragrafi 3.4 e 3.5, ovvero, in subordine, paragrafo 5.2. In tale ultima ipotesi gli aiuti sono concessi subordinatamente all’esito positivo della procedura di controllo comunitario”. Si torna, in maniera dettagliata, al percorso obbligato che la Regione ed Airgest dovranno seguire per non incappare nella denuncia di aiuti di Stato da parte dell’Unione. Da qui la convenzione di qualche comma fa, ma soprattutto, da qui, la necessità di fare presto di Ombra perché ci si trova di fronte ad un percorso lungo ed articolato che richiederà anche interlocuzioni ufficiali e meno ufficiali e quindi tempo.

Comma 6

“Agli oneri derivanti dal presente articolo, quantificati in euro 4.725.000 per ciascuno degli esercizi finanziari, 2019, 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione della disponibilità della Missione 7, Programma 1, capitolo 473311 per gli esercizi finanziari medesimi”. C’è poco da dire. Sono le indicazioni tecniche per reperire i fondi. Unico elemento da segnalare: l’intervento finanziario previsto per il 2019 nel comma 2 non corrisponde a quello definitivo del comma in questione. Sa tanto e soltanto di errore materiale.

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