BIRGI, LA LINEA DURA DI TRANCHIDA E QUELLA MORBIDA DEL SINDACO DI MARSALA

L’obiettivo è comune e non ci sono dubbi sul punto. Ma è sempre più chiaro che le linee di condotta sono due e che il fronte pro Birgi non è assolutamente unito. Da una parte c’è la linea dura del sindaco Giacomo Tranchida e del Comitato “Se Volo Voto”. Il primo cittadino ha ormai un contenzioso aperto con il Presidente della Regione Nello Musumeci che ieri, all’avvio del tavolo tecnico per il rilancio dell’aeroporto, non è stato certo tenero nei suoi confronti, definendolo “indegno”. Tranchida è stato sempre al fianco del Comitato che ha consegnato oltre 43.000 firme a Musumeci per sollecitarlo a trovare una soluzione per lo scalo trapanese, che ha comprato una pagina sul Giornale di Sicilia chiamando nuovamente il Governatore della Sicilia in ballo con i numeri che a dire del Comitato attesterebbero l’attacco di Palermo a Birgi, con la drastica riduzione dei passeggeri al “Vincenzo Florio”. Non ultimo Tranchida aveva consentito – poi lo striscione è stato tolto – di portare la protesta del Comitato sulla facciata del Comune con tanto di esposizione dello slogan “Se Volo Voto”. Ieri di ritorno dal tavolo tecnico Tranchida aveva voluto commentare il contenuto dei lavori e lo scontro con Musumeci: “L’incontro odierno all’istituendo tavolo tecnico, voluto dal Presidente della Regione, oggi è servito per fare il punto (!) sulla crisi dell’aeroporto di Birgi, non certo per mettere un punto allo stato di sofferenza che potrebbe financo peggiorare, atteso il rischio della improbabile ricapitalizzazione dello scalo trapanese. Vero è che il Presidente della Regione ha ribadito la volontà di non lasciare Birgi al suo destino, ma allo stato l’aeroporto continua a non decollare. Tanto in attesa dell’incontro che lo stesso Presidente dovrebbe ancora avere col sindaco Orlando, maggiore azionista dello scalo palermitano. Ribadite da parte nostra le richieste sulla liberalizzazione turistica dei collegamenti su gomma tra e gli scali aeroportuali – ma si potrebbe pensare anche a quelli portuali – che di contro vedrebbe riconfermata la volontà dei Comuni trapanesi per gli investimenti nella creazione della destinazione turistica Trapani West Sicily. E’ stata reiterata inoltre la “restituzione” dei 2,5 milioni di euro, quota parte del ristoro ex conflitto libico ritornati indietro alla Regione dal Libero Consorzio, da riprogrammarsi in azioni di marketing. 
Attendiamo dunque sviluppi e comunicazioni da parte del governo della regione auspicando che l’incontro con il Comitato Cittadino #sevolovoto abbia presto a tenersi, anche se in “separata sede” come anticipato dallo stesso Presidente. Da parte mia, quale sindaco del capoluogo , “indegno” secondo la personale opinione dell’attuale Presidente regionale – l’offesa prima ancora che per me, di fatto lo è per i trapanesi che mi hanno votato e che di certo non sono sudditi di alcuno governo, ancor meno di quello regionale ), non ci zittiremo ne molleremo di un millimetro nel rivendicare in capo al competente governo della Regione l’urgenza e la concretezza delle azioni da intraprendersi, insieme alle ragioni dei nostri imprenditori e dei cittadini trapanesi che gravemente soffrono la marginalizzazione territoriale. Situazione che non può essere soddisfatta solo con buoni propositi, ormai datati”. Fin qui Tranchida che oggi ha annunciato di rifiutare l’invito del Presidente Musumeci alle celebrazioni per il 73esimo anniversario dello Statuto Siciliano. Ma allo stesso incontro, quello di ieri a Palermo, era presente anche il sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo che ha invece fatto il suo resoconto in un post su Facebook: “Cari amici, si è da poco concluso l’incontro con il Presidente della Regione Musumeci sul futuro del nostro aeroporto. Sono ancora in macchina ma tengo particolarmente a darvi subito notizie. Mi ritengo abbastanza soddisfatto perché il Presidente ha preso l’impegno, dinanzi ai vari interlocutori presenti, di incontrare a breve il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e portare avanti l’idea di una gestione unitaria dei due aeroporti, il Falcone Borsellino e il Vincenzo Florio. Noi stiamo lavorando a 360° senza lasciare nulla di intentato, ma l’unione dei due aeroporti della Sicilia Occidentale è ad oggi la strada che veramente può portare al rilancio del nostro territorio.
Quello di oggi pomeriggio è già un importante passo avanti, ma di certo il mio impegno continuerà finché non raggiungeremo il vero obiettivo di far tornare in piena funzione il nostro aeroporto. Vi terrò aggiornati. Buona serata”. Questa la linea soft e dialogante del primo cittadino di Marsala che segna le due scuole di pensiero che devono fare i conti con i rapporti di forza. L’aeroporto di Birgi è della Regione. I Comuni avrebbero potuto inserirsi nella fase di trasferimento delle quote Airgest dall’ex Provincia alla Regione ma non l’hanno voluto fare perché impauriti dalle perdite della società. Ma in questa fase di crisi emerge con forza la debolezza istituzionale di un intero territorio. L’aeroporto sarà pure in territorio trapanese ma le azioni sono della Regione. Il territorio avrebbe potuto essere protagonista ed invece ha scelto di essere soltanto un interlocutore. Ma in questa condizione non ha alcuna forza decisionale. Può soltanto rivendicare ed attendere le decisioni che saranno prese da un’altra parte.

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