“OPERAZIONE ARTEMISIA”, IL TRIBUNALE DEL RIESAME ANNULLA TUTTO

La “burocrazia” si fa sentire anche nella Magistratura. Ed il Tribunale del Riesame di Palermo – dopo avere già annullato alcuni provvedimenti cautelari – ha deciso che l’inchiesta scaturita dall’operazione “Artemisia” deve ripartire dall’inizio. La magistratura trapanese deve inviare le carte a quella palermitana per una questione di competenza territoriale. Di conseguenza se l’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto era a capo di una loggia massonica segreta in quel di Castelvetrano dovrà valutarlo la Procura di Palermo. Tutto questo perchè il reato più pesante che veniva contestato dai magistrati trapanesi è quello di peculato. Ma si sarebbe consumato a Palermo e non nel territorio trapanese dunque le carte devono andare da un’altra parte. Tutti i provvedimenti di custodia cautelare in carcere o ai “domiciliari”, tutte le altre misure interdittive che erano scattate con l’operazione “Artemisia” vengono annullate. Un colpo durissimo ad un’inchiesta che deve dunque ripartire dall’inizio e che aveva coinvolto, oltre che a Lo Sciuto anche l’ex sindaco Felice Errante, il candidato sindaco Luciano Perricone che, raggiunto dal provvedimento cautelare degli arresti domiciliari, ha deciso di ritirare la sua candidatura, l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio, l’ex assessore del Comune di Castelvetrano Enzo Chiofalo, anche lui aveva deciso di avere un ruolo attivo nella imminente campagna elettorale per le Comunali del 28 aprile.

Commenti

commenti