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MARSALA, SI SCIOGLIE IL GRUPPO DEI “RUGGIRELLIANI”. PRESIDENTE STURIANO PIU’ DEBOLE

Il progetto dei “Democratici per Marsala” è stato colpito duramente dalla politica e dalla magistratura. Il gruppo era nato per sostenere la candidatura a sindaco di Alberto Di Girolamo e per definire le basi di un accordo che avrebbe portato ad un’adesione al Partito Democratico. Le incomprensioni con il primo cittadino sono state quasi immediate dopo il voto. Il confronto con il Pd sempre in salita e problematico. La leadership cittadina dei “Democratici di Marsala” è sempre stata nelle mani del presidente del consiglio Enzo Sturiano. Al suo fianco la capogruppo Ginetta Ingrassia e la consigliera Luana Alagna. Si era aggiunta anche la consigliera Nicoletta Ferrantelli, dopo un accordo politico ed elettorale con l’onorevole Paolo Ruggirello per le Regionali del 2017. Il gruppo in questione era giornalisticamente indicato come gli amici di Ruggirello. Ed i “ruggirelliani” sono stati protagonisti delle vicende politiche marsalesi. Ieri la nota letta in aula dalla consigliera Ingrassia che ha annunciato lo scioglimento del gruppo. La mancata adesione al Pd aveva già messo in discussione la linea dei “Democratici per Marsala”. Il presidente Sturiano, già da qualche mese e dopo la mancata rielezione di Ruggirello, aveva cominciato a guardarsi attorno, avviando contatti sempre più concreti con l’Udc ed aprendo un canale di dialogo con i nuovi movimenti autonomisti. La consigliera Alagna aveva, in qualche modo, risposto indirettamente alle mosse di Sturiano, dichiarando che non sarebbe mai andata oltre il centrosinistra. La capogruppo Ingrassia si era invece trincerata dietro una lunga pausa di riflessione, non dimenticando, tuttavia, di polemizzare con il Pd. Alle difficoltà politiche del gruppo si è poi aggiunto l’arresto di Ruggirello nell’operazione antimafia “Scrigno”. Un colpo durissimo che non poteva non avere conseguenze sull’unità d’azione del gruppo. Il suo scioglimento porta i tre consiglieri nel “misto”. Da verificare le ripercussioni sugli equilibri d’aula. Di sicuro, il presidente Sturiano è politicamente più debole ed in una fase tra le più complicate perché sia in consiglio che fuori, con una petizione, sono state chieste le sue dimissioni dalla carica di presidente dopo l’operazione “Scrigno”.

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