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ARS, LO CURTO CONTRO LA LEGGE ANTI-MASSONI E CONTRO UNA PARTE DELLA CHIESA

Contro la legge anti-massoni voluta da Claudio Fava, e contro quella parte della Chiesa, in particolare quella rappresentata dall’Arcivesco di Palermo Lorefice, che ha messo al bando i massoni dalla confraternite. La linea liberale del presidente del gruppo all’Ars dell’Udc Eleonora Lo Curto apre una nuova polemica: “L’oscurantismo sta diventando il tratto comune di una parte del clero e di una ben definibile area della politica che recentemente in Sicilia con la legge Fava ha inoculato il veleno del sospetto su chi aderisce a logge. Ora, anche la Chiesa, sugli appartenenti alla massoneria si produce in una inaccettabile messa al bando dalle confraternite, al pari dei mafiosi e dei delinquenti, con un provvedimento varato dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. Siamo di fronte ad un inaccettabile atto che è il frutto dello strabico esercizio del ministero evangelico”. L’onorevole Lo Curto affonda il colpo: “Gesù cacciò dal Tempio gli ipocriti sepolcri imbiancati e tra tutti i peccatori non perdonò i pedofili che anche nella Chiesa si macchiano del più turpe tra i delitti. La libertà di pensiero e l’esaltazione dei valori umani e di solidarietà che animano la massoneria si coniugano perfettamente con il dettato evangelico e con l’ecumenismo predicato e testimoniato da Papa Francesco. Mi aspetterei davvero altro che questa incredibile e mostruosa caccia alle streghe”. Per la parlamentare Udc “la Chiesa dovrebbe essere aperta a tutti, come il Vangelo di Gesù insegna, e dovrebbe porre fine ai silenzi sui delitti gravi come gli abusi sessuali”. Da qui un nuovo fronte aperto sulla legge che obbliga parlamentari ed amministratori locali a dichiarare la loro eventuale appartenenza alla massoneria: “Quanto, invece alla legge Fava, attendo ancora assieme al collega deputato Catalfamo, di essere destinataria della sanzione per la mancata comunicazione sull’appartenenza o meno alla massoneria, per adire un tribunale ed arrivare ad un pronunciamento della Consulta su una legge che è discriminatoria, infame e palesemente incostituzionale poiché viola i principi di uguaglianza e di libera associazione”. Posizione, quella della Lo Curto, che fatica ed emergere e ad essere condivisa all’interno dell’Udc, soprattutto quando la parlamentare marsalese attacca a testa bassa la Chiesa. Ed a stretto giro di posta è infatti arrivata una nota del gruppo all’Ars con una precisazione: “La posizione espressa dall’onorevole Eleonora Lo Curto nel comunicato odierno su massoneria e Chiesa è del tutto personale e non riconducibile agli altri deputati aderenti al gruppo parlamentare regionale”.

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