TRAPANI, MICELI: “IL DI TRANCHIDA”. GIGLIO: “UN SISTEMA PIU’ VASTO”

C’è una parte della destra che Giacomo Tranchida non riesce a mandarlo giù neanche con il bicarbonato. E dopo il caso Catalano, le polemiche, le dichiarazioni e controdichiarazioni ha deciso di scendere in campo e di attaccare. Prima la stilettata di Fratelli d’Italia, subito dopo le bordate della Lega. Per il portavoce provinciale di FdI Maurizio Miceli, il sindaco Tranchida avrebbe risposto ad illazioni con illazioni. “Si evocano – scrive volutamente con la g per replicare con sarcasmo – Gomplotti, dove la g maiuscola sta per Giacomino ed il tanto in voga mascariamento. Gomplotti, speculazione della giustizia per qualsiasi cosa, detto da chi presenta querele con disinvoltura. Si evoca il mascariamento perfino innanzi ad un arresto, seppur cautelare, affermato proprio da colui che sulle presunzioni che seguono le inchieste giudiziarie a su giudizi di ordine morale ha costruito gran parte della propria immagine politica. Il centrodestra se ne ricorda di queste prese di posizione, di queste accuse usate come slogan per delegittimare gli avversari. Se un qualsiasi amministratore di centrodestra avesse gridato al Gomplotto lo avrebbero schernito ed invitato a dimettersi ed il primo a farlo, mio caro sindaco, sarebbero stato proprio Tranchida”. Miceli accusa inoltre Tranchida di essersi preso i voti di chi ora critica. E’ il caso di Peppe Bianco, chiamato in causa come pezzo di un sistema di potere che ha bloccato lo sviluppo di Trapani, ma al fianco della figlia Anna Lisa, candidata ed eletta in una delle liste a sostegno di Tranchida. Il dirigente di FdI dipinge il primo cittadino come un uomo di potere che assegna incarichi con il Manuale Cencelli e che condiziona l’attività della sindaca di Erice Daniela Toscano. Picchia duro anche la Lega con il suo coordinatore Bartolo Giglio: “Al di là delle vicende meramente giudiziarie ciò che ci lascia sgomenti è l’aspetto politico. Catalano compie questi atti in quanto carica politica nominato fiduciariamente dai due ultimi sindaci succedutesi ad Erice. Lo stesso non è una figura passeggera nel quadro politico degli ultimi anni, ma è anzi il perno politico dell’azione di governo delle due amministrazioni. Attorno a ciò si accendono una serie di attori e di eventi che hanno tutti sostanza nell’essere parte di un sistema più vasto”. Torna così la teoria del sistema di potere che Tranchida ha respinto replicando che se c’è un sistema di potere è quello che si è scagliato contro di lui e la Toscano dopo l’arresto, ai domiciliari, dell’ex vicesindaco di Erice Angelo Catalano, accusato di corruzione ed abuso d’ufficio. Giglio rincara la dose: “Il livello è un altro. E’ il ripetersi, nell’ipotesi di reato, di fatti ormai diffusamente patologici della politica”.

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