MARSALA, SEQUESTRO DI BENI ALL’IMPRENDITORE GIACALONE

Beni per un milione e 200 mila euro. Sono stati sequestrati al marsalese Michele Giacalone, coinvolto ed arrestato, lo scorso 10 maggio, nell’operazione “VISIR”. I carabinieri del ROS e del Comando provinciale hanno dato seguito al provvedimento del Tribunale di Trapani, Misure di Prevenzione. Giacalone è considerato un esponente di spicco della famiglia mafiosa di Marsala, che è un’articolazione di quella più ampia del mandamento di Mazara del Vallo. Le accuse nei suoi confronti sono di partecipazione ad associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Giacalone è stato al fianco al capomafia di Marsala Vincenzo Vito Rallo e prima ancora del fratello Antonino, al quale ha garantito copertura e sostegno durante la latitanza. L’operazione “VISIR”, oltre a fare emergere ed in qualche modo confermare il profilo criminale di Giacalone ha anche ribadito il fortte legame tra la famiglia mafiosa di Marsala ed il superlatitante Matteo Messina Denaro. Ci sarebbero prove concrete della presenza di quest’ultimo sul territorio trapanese. Giacalone ha messo a disposizione di Cosa Nostra i suoi immobili per incontri e summit. Ed è stato il referente imprenditoriale di Vincenzo Rallo. La mafia marsalese gli aveva affidato un compito di responsabilità, quello di raccogliere i profitti delle attività illecite e di provvedere alla loro distribuzione. Tra i suoi compiti anche quello di mettere sotto pressione gli altri imprenditori edili della zona. Il sequestro di beni comprende: un immobile, 3 mezzi d’opera ed una società. Nell’operazione “VISIR” sono state coinvolte altre 14 persone, indagate per associazione di tipo mafioso, estorsione e ricettazione, detenzione illegale di armi e munizionamento, con l’aggravante del metodo e delle finalità mafiose.

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