BIRGI, SI METTE MALE. NESSUNA OFFERTA PER LE TRATTE DEL BANDO

Si mette male per l’aeroporto di Birgi. Ancora un flop nell’assegnazione delle tratte. Nessuna offerta. Il mercato dice no alle proposte dello scalo trapanese. Serve una strategia alternativa che non c’è ancora. Gli unici bandi che sono andati a segno sono quelli che hanno scelto Alitalia e Blu Air. Per il resto, ben 22 lotti di voli nazionali ed internazionali sono rimasti senza interesse da parte delle compagnie aeree. Il sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo – capofila nella cabina di regia che avrebbe dovuto assegnare le tratte – ha già annunciato un incontro con i vertici di Airgest per trovare un altro modo per far ripartire l’aeroporto. E’ una condizione di crisi che rischia di mettere in discussione il futuro del “Vincenzo Florio”. Dal punto di vista politico-istituzionale non ci sono novità sostanziali. Continua il dibattito sui due poli aeroportuali siciliani ma la recente risposta dei vertici di GESAP, la società che gestisce lo scalo di Palermo, è stata quanto mai chiara: la fusione con Trapani non è considerata una priorità. Di contro la eventuale fusione con Catania e Comiso, prospettata dalla Regione, proprietaria al 99% di Birgi, è rimasta soltanto una ipotesi di lavoro. Sono così andati a segno, in precedenza, soltanto tre lotti: Alitalia per Lazio, Lombrdia e Campania e Piemonte per la Blu Air. La storia dei bandi – per evitare i dubbi sul co-marketing – è lunga, ma ha un dato di partenza sostanziale. La prima assegnazione dei lotti era andata a buon fine e la Ryanair era riuscita a definire una sorta di continuità rispetto al co-marketing. Poi il ricorso dell’Alitalia, ex compagnia di bandiera, che accumula milioni di debiti da n giorno all’altro, ha presentato un ricorso al Tar che è stato accolto e da lì è cominciato il “calvario” di Birgi, con altri bandi che il mercato non ha mai gradito.

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