SENATORE D’ALI’: “RIDURREMO LE TASSE DEL 50% IN 5 ANNI E RIUSCIREMO A CREARE 3.000 POSTI DI LAVORO”

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4 Maggio 2017

Le chiama “pillole”, ma sono una terapia shock per la città di Trapani. Sia per l’impegno politico-amministrativo che per i risultati da raggiungere. Se il senatore Antonio D’Alì sarà eletto sindaco della sua città lancerà la sua sfida allo sviluppo in quattro mosse. “Riduzione delle tasse del 50% in cinque anni”, la prima “pillola”. “Si può fare – ha aggiunto, nel suo intervento all’inaugurazione del comitato elettorale – perché definiremo una strategia con il contributo di Bertolaso che sa tutto sui rifiuti, ma lui sa tutto di tutto, e con l’ingegnere Laudicina che sa come ridurre i costi del sistema idrico, risparmieremo anche sull’energia elettrica. Lo già fatto quando ero al Consorzio Universitario con i pannelli solari”. D’Alì tiene la barra dritta sul turismo, anche dopo le polemiche sul suo annuncio che ha ribadito: “In cinque anni quadruplicheremo le presenze turistiche. Attualmente il dato è di 2 milioni? Li porteremo ad 8. Dite che ho sbattuto la testa? Così come per la Coppa America. Dobbiamo puntare sul turismo ma facendo davvero sul serio”. La terza “pillola” riguarda l’aeroporto di Birgi. “Da un milione e mezzo a 3 milioni di passeggeri. Aeroporto e turismo sono due questioni collegate”. La quarta “pillola” è marcatamente berlusconiana. Del berlosconismo prima maniera: “In cinque anni riusciremo a creare 3.000 nuovi posti di lavoro in città”. D’Alì inserisce le “pillole” nel progetto più complessivo della Grande Città: “Un Comune con 120.000 abitanti, oggi divisi in quattro Comuni, con quattro piani regolatori, con quattro polizie municipali. Per fare un esempio concreto. Qualche giorno fa, dei turisti hanno avuto un incidente stradale in Via San Francesco di Paola, non sapevano a chi rivolgersi. Ai vigili di Trapani o quelli di Erice? Ma lì la strada è una questione di qualche metro tra un Comune e l’altro”. Il senatore D’Alì vuole abbattere il muro: “Abbiamo il nostro Muro di Berlino tra i due Comuni e non lo abbatteremo e poi faremo il referendum per chiamare i cittadini ad esprimersi sulla Grande Città”. Soluzione radicale anche per il Lungomare: “C’è di tutto, meno di quel che serve. C’è l’isola ecologica, ci sono le forze dell’ordine che dovranno trovare un altro sito perché lì sarebbe più bello avere un albergo”. D’Alì pensa alla Fondazione culturale “per riunire gli enti ed anche alcuni Palazzi storici”. Per il senatore c’è, infine, un progetto nel progetto: “Lavorerò per creare una nuova classe dirigente che possa così, in futuro, fare a meno di un navigato parlamentare. Una nuova classe dirigente che avrà la responsabilità di amministrare la città”.

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