MAZARA, NUOVO PIANO PER IL DRAGAGGIO DEL PORTO

Potrebbe essere la volta buona? In commissione Ambiente all’Assemblea regionale siciliana sono fiduciosi. C’è un piano per il dragaggio del porto di Mazara del Vallo. Un piano da definire in diverse fasi. La proposta operativa è quella di utilizzare i fondi del “Patto per il Sud”. Servirebbero per l’attività di “soil washing” di tipo mobile. Si tratta di una tecnica che consentirebbe di dragare buona parte del porto con il recupero delle sabbie lavate. “Una parte – si legge in una nota stampa della commissione – sarebbe riutilizzata per azioni di ripascimento della costa già soggetta ad erosione, un’altra riciclata ed immessa nel ciclo produttivo; una restante parte conferita in discarica speciale”. Sta anche per iniziare “una nuova attività preliminare di caratterizzazione dei fanghi del porto, visto che la precedente analisi è scaduta da oltre 3 anni”. Nella nota della commissione dell’Ars si fa riferimento anche ad “una attività d’indagine batimetrica sull’area portuale del fiume Mazaro; tutto ciò al fine di dare inizio al progetto per la soluzione definitiva del problema dell’ormai innavigabilità del porto”. Alla riunione della commissione erano presenti, tra gli altri, i deputati regionali Sergio Tancredi (Movimento Cinquestelle) ed Eleonora Lo Curto (Udc). Il presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu Nino Carlino è fiducioso “sull’avvio, in tempi relativamente brevi, dell’escavazione del porto di Mazara che porterebbe certamente benefici all’intera filiera ittica, dalla cantieristica all’attività peschereccia”. Carlino ha informato il Prefetto Darco Pellos dell’esito dei lavori della commissione. Lo scorso 10 novembre l’esondazione del fiume Mazaro aveva fatto temere il peggio per la città di Mazara.

 




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