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FULGATORE, STRAGE DI NASSIRIJA. TRANCHIDA: “LA DIVISA E’ LEGGE, LO STATO, L’AMICO”

Quindici anni da una strage che rimane ancora una ferita aperta nel Paese e che continua a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica. La strage di Nassiriya che portò alla morte di 28 persone, tra queste 19 carabinieri. Trapani ha voluto ricordare e rendere, ancora una volta omaggio, ai caduti in una guerra che continua ad essere attuale perché nel Medioriente la parola Pace rimane soltanto una speranza, al di là dei conflitti in corso e delle questioni internazionali. Commemorazione che si è intrecciata e che si sta intrecciando con un momento importante per la diplomazia internazionale che ha Palermo come punto di riferimento per risolvere il rebus libico. Dopo la morte del dittatore Gheddafi, il Paese non è mai riuscito a costruire una nuova fase politica e statuale, lasciando spazio e potere alle armi ed alle milizie contrapposte. Il vertice di Palermo che si è aperto oggi potrebbe essere un primo passo concreto verso la stabilizzazione della Libia. Le vittime di Nassirija sono state ricordate nella Chiesa di Fulgatore e con una manifestazione nella vicina piazza che ricorda i caduti nella città irachena. Il Prefetto Pellos ha letto un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella indirizzato al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta. “Soltanto una intensa collaborazione tra i popoli – ha scritto il Capo dello Stato – può aiutarci a sconfiggere le tenebre della violenza e a offrire un futuro all’umanità”. Significativa la presenza degli alunni della scuola elementare di Fulgatore che sul sagrato della Chiesa hanno letto i nomi dei 19 carabinieri che vennero uccisi nel 2003. “Dobbiamo essere orgogliosi – ha dichiarato il sindaco Giacomo Tranchida – che gli uomini in divisa sono nostri amici che lavorano per la nostra serenità e sicurezza. Nelle divise riconosciamo la legge, lo Stato, l’amico che ci dà una mano nel momento in cui abbiamo bisogno”.Nella piazzetta è stata deposta una corona d’alloro.




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