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TRAPANI, TRANCHIDA “CHIAMA” IL PRESIDENTE MONTI CHE RILANCIA CON LA RICHIESTA DI UN “PORTAVOCE” DEL PORTO

Porto ai raggi X. L’aveva annunciato subito dopo la sua elezione a sindaco di Trapani e l’ha organizzato ieri a Palazzo D’Alì. Una “trilaterale”, Comune, operatori del porto, in tutte le loro articolazioni, e presidente dell’Autorità Portuale di Sistema della Sicilia Occidentale. E Pasqualino Monti non si è sottratto al confronto. Al contrario. Ha incalzato i suoi interlcutori. Ha così riproposto una richiesta – ancora senza soluzione – fatta la prima volta che da presidente dell’AP ha incontrato gli operatori del porto su sollecitazione dell’ex senatrice del Pd Pamela Orrù. Incontro che si svolse nella sala conferenze dell’Hotel Crystal. Monti ha ribadito la necessità di avere una rappresentanza portuale titolata a confrontarsi con lui. Un gruppo dunque che sia portavoce delle istanze del porto per ridurre i tempi ed evitare interlocuzioni fortemente parziali e limitate a problemi di singole realtà imprenditoriali. Monti, in sostanza, punta ad avere dall’altra parte un portavoce o dei portavoce del porto. Ha accolto l’appello degli ex lavoratori del Cantiere Navale Trapanese per l’utlizzo dell’area. La questione non è semplice. L’ex CNT è demanio marittimo nazionale e l’area è stata assegnata alla società “Marinedi” ma ci sono contenziosi e ricorsi ancora in corso che bloccano il suo utilizzo. C’è poi il bacino di carenaggio di proprietà regionale che sta per essere operativo. Senza coordinare le due strutture: bacino ed area ex CNT si rischia di mettere in discussione il rilancio della cantieristica navale ed anche di bruciare posti di lavoro che sembrano recuperati. Il sindaco Tranchida ha invece richiamato l’attenzione del presidente Monti sull’istituzione della Zona economica speciale che dovrebbe comprendere il porto di Trapani. Apertura e consenso da parte di Monti che ha però sottolineato che si tratta di un progetto da definire in stretta collaborazione con la Regione perchè deve comprendere anche altri porti della Sicilia. Da qui la decisione di sedere attorno allo stesso tavolo i tecnici del Comune e quelli dell’Autorità Portuale per definire un tavolo di lavoro. Tranchida si è occupato anche della vicenda dell’autoproduzione che coinvolge i lavoratori del porto ed il gruppo Franza. Ma la sua richiesta di sospensione è stata respinta dalla società armatoriale.

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