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REGIONE, IL GOVERNO MUSUMECI CADE SUL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE. L’AULA DECIDE DI BOCCIARLO. SGARBI VA VIA. DURISSIMI I GRILLINI

Cade e si fa male il governo Musumeci. Il Documento di programmazione economica 2018-2o20 è stato affossato dall’Aula. Il voto: 32 deputati a favore, 32 contrari, su 65 presenti. Uno  non ha votato. Musumeci non ha una maggioranza parlamentare e la sua Giunta ha già il fiato corto. Il centrodestra ha subito le faide interne a Forza Italia e gli smottamenti che sono seguiti all’esito delle Politiche del 4 marzo. Il muro contro muro a Palazzo dei Normanni non ha dato un esito positivo. Musumeci è voluto andare comunque alla conta ed ora sa che soltanto 32 deputati stanno dalla sua parte, almeno per il momento. Sa anche di non avere più l’assessore alla Cultura. Vittorio Sgarbi si è dimesso e le sue dimissioni non sono passate inosservate. Il gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle spara ad alzo zero sul governo e sullo stesso Sgarbi: “Dopo quattro mesi se ne va il secondo assessore, a riprova che si sta sfaldando l’accozzaglia travestita da coalizione, che ha consentito a Musumeci di vincere le elezioni in Sicilia e che aveva un unico obiettivo: impedire al Movimento 5 Stelle di governare”.L’altro assessore che ha scelto di fare un passo indietro subito dopo la nomina è l’onorevole Vincenzo Figuccia, passato, prima del voto, da Forza Italia all’Udc e poi entrato in rotta di collisione anche con il suo nuovo partito e con il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè. In quest’ultimo caso vecchie ruggini ex forziste per Figuccia. I grillini picchiano duro su Sgarbi: “Ricorderemo Sgarbi per l’effigie che lo ritrae seduto in una toilette, seminudo, con una boccetta di guttalax in mano”. “Mai un rappresentante delle istituzioni ha toccato livelli di decenza così bassi. Di sicuro non ne sentiremo la mancanza”.




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