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POLITICHE 2018, ODDO: “IL PD E’ UN’ALTRA COSA. LA NOSTRA COMUNITA’ POLITICA E’ STATA MORTIFICATA”

“Il Pd è un’altra cosa”. Anche l’ex vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana Camillo Oddo lancia la sfida al suo partito dopo la presentazione delle liste e dei candidati per le Politiche del 4 marzo. “Saremo – ha aggiunto – ancora più determinati nel nostro impegno a cambiare una forza politica che ha grandi responsabilità ma che rischia di essere considerata soltanto uno strumento di potere in mano di pochi. La nostra è una comunità che va rispettata in tutte le sue componenti. Non si possono mortificare storie collettive e personali per questioni di mero potere”. Oddo si è autosospeso da tutte le cariche di partito ma ci tiene a ribadire, come hanno già fatto altri, che “si tratta della manifestazione di un dissenso forte e motivato non certo di un disimpegno dal partito. Il Pd deve tornare alle sue origini. Deve essere quella forza riformista e plurale che ha dato speranza a questo Paese. Quella di liste e candidati è una pagina nera della storia del Pd  che va superata con la volontà politica di esserci e di voler cambiare questo partito che non è proprietà privata di nessuno. Chi pensa di averci messo alla porta si sbaglia. Saremo ancora più determinati di prima perché non lasceremo fallire un progetto politico che abbiamo fatto nascere e crescere con grande sacrificio. Noi siamo e ci sentiamo parte integrante del Pd ma non di questo Pd, che sta perdendo il contatto con il territorio”. L’ex parlamentare regionale picchia duro sulla dirigenza Dem: “Quando una dirigenza non riesce a garantire tutte le anime di un partito. Quando la selezione diventa epurazione. Quando alla logica della presenza sul territorio si sostituisce quella dell’appartenenza a questa o quella componente. Quando risorse importanti del partito che hanno dimostrato, sul campo, di allargare il consenso nei confronti del Pd vengono mortificate con vecchi mezzucci della politica da Prima Repubblica è il segnale inequivocabile che quella classe dirigente ha fallito. Non consentiremo a nessuno di calpestare storia ed ideali di una comunità politica che è stata ed è a garanzia dello sviluppo democratico di questo Paese. Siamo e resteremo nel Pd. E lavoreremo per cambiarlo profondamente”.

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