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FAVIGNANA, BANCO DI PROVA PER LA POLITICA. LA QUOTA TONNO DA ASSEGNARE ALLA TONNARA

La Tonnara c’è. C’è pure chi è pronto a calare le reti per riprendere il “rito” della pesca del tonno. E’ invece assente – almeno fino a questo momento – la volontà politica di dare seguito ad un sistema di pesca che affonda le sue radici nella storia e nella tradizione delle Egadi. La Tonnara è quella di Favignana. Ed il gruppo Castiglione sarebbe pronto ad attivarla. E’ un’azienda e di conseguenza chiede garanzie. La politica ha finora “giocato” con la logica del “contentino”. Nel 2016 è stata autorizzata la tonnara turistica. Una rappresentazione della mattanza. I tonni vengono catturati e poi lasciati in mare. I turisti si divertono ed ammirano le tecniche di pesca. Ma finisce tutto lì. Non c’è la fase della commercializzazione del tonno che invece riguarda altre tonnare. Sempre più poche, comunque. Quest’anno sembrava quello buono. C’erano le condizioni per fare il salto di qualità. L’Unione Europea aveva aumentato la quotaq tonno complessiva per l’Italia. Circa il 20% rispetto al 2015. Ma la Tonnara di Favignana non ha ottenuto la sua quota tonno, tonno rosso. Niente da fare. Ci si poteva accontentare soltanto di un altro anno di rappresentazione, con un’altra tonnara turistica. L’isola ha detto no. La logica del “contentino” è stata bocciata. La quota nazionale 2017 è stata di 3.304,82 tonnellate. Con un aumento del 20%. Ma per la Tonnara di Favignana neanche un tonno. Il sistema di pesca deve fare i conti con la concorrenza del “palangaro” e della “circuizione”. Oltre alle questioni legate alla pesca sportiva ed a quella accidentale. E’ sempre di più un problema politico. Il dato è emerso con forza durante i lavori del convegno “Favignana – L’isola del tonno”, che si è svolto stamattina nell’ex stabilimento Florio. Per il vicepresidente di Sicindustria Trapani e rappresentante dell’azienda “Nino Castiglione” Filippo Amodeo “il territorio ha la possibilità di riprendere un antico mestiere: il calar delle tonnare, attività di cui beneficerebbe la Sicilia intera perché porterebbe sviluppo diretto nel settore pesca e turismo e farebbe crescere l’indotto, dalla cantieristica alle attrezzature navali e al trasporto”. Da qui l’annuncio più importante che mette la politica di fronte alle proprie responsabilità: “Tutto è pronto, ma per far ripartire l’unica Tonnara rimasta in Sicilia è necessario che la politica, sia livello regionale sia a livello nazionale, si spenda per definire la quota tonno da assegnare a Favignana. Da ciò dipende la sopravvivenza dell’intero settore per la Sicilia e questo a prescindere dall’azienda alla quale sarà attribuita tale quota”. Alla Camera dei Deputati c’è quello che viene considerato uno spiraglio per il 2018. Si discute di sistema ittico ed è in atto il confronto sull’eventuale aumento della quota tonno in riferimento ai diversi sistemi di pesca. Dovrebbe essere ripartita tra palangaro e tonnara fissa e non più a favore della circuizione. E’ una ulteriore conferma che ci si trova di fronte ad una questione politica, che nasce dalla difesa degli interessi sulle quote tonno da ripartire.

 

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