TRAPANI, FRATELLI D’ITALIA: “AUMENTO TARI VERGOGNOSO. GIUNTA TRANCHIDA FALLIMENTARE”

23 Luglio 2024

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia (Miceli, Lamia, Gianformaggio) non ha dubbi. Sindaco, amministrazione e maggioranza sono fallimentari. I tre consiglieri di destra hanno le prove: “La giunta Tranchida – Barbara ha approvato l’aumento TARI, lo ha trasmesso alle commissioni e poi all’aula”. Per essere più chiari e diretti: “Aumentare la TARI alle imprese, dal 10 al 15%, e alle famiglie, dal 6 al 9%, specie in questo momento di carenza idrica, è vergognoso!”. TARI più pesante ed anche “con le violazioni regolamentari contestate dal consigliere Mangano che condividiamo in pieno. Al posto di fornirci tempo e possibilità di analizzare in modo appropriato il tema si sono presentati con una proposta di contingentamento di tempi, prima quindici minuti, poi venti a consigliere dopo una forte polemica sollevata dai banchi dell’opposizione”. I tre di FdI sottolineano le dinamiche d’aula che hanno accompagnato l’atto deliberativo della TARI: “Molti mesi di campagna elettorale per tentare di rabbonire i trapanesi, eludendo di proposito il tema, pochi minuti per mettergli le mani in tasca cercando il più possibile di sottacere la cosa, chissà se ne accorgano proprio ora che vivono in modo drammatico perfino la quotidianità”. Il gruppo prova anche a fare un’apertura: “Il problema non è neanche quello, perché se ci fossero dei servizi impeccabili un piccolo sforzo lo si potrebbe pure chiedere, intollerabile è aumentare le tasse a parità di disservizi”. I consiglieri della destra meloniana rimandano ad una legge del governo nazionale: “Il sindaco in aula ci ha tacciato di istigare a condotte di reato quando abbiamo chiesto di compensare-rimborsare la tassa di soggiorno con il pagamento delle autobotti private per il rifornimento idrico, ma rilanciamo anche su questo tema, c’è una legge del governo Meloni che consente di applicare quel gettito per calmierare la TARI, operino di conseguenza, quantomeno per alcune categorie, al posto di trattenere questi soldi per assecondare le fallimentari iniziative pseudo culturali della D’Alì, per esempio. Da qui l’affondo: La politica più banale anzi più burocratica possibile: c’è un ammanco allora aumentiamo le tasse! E per fare questo non c’era bisogno di un sindaco, bastava un ragioniere! In effetti il sindaco è ragioniere quindi non ci potevamo aspettare altro: nessuna idea, nessuna prospettiva, solo disservizi a peso d’oro. Nulla contro i ragionieri, sia chiaro, a noi è capitato quello sbagliato”. Ce n’è anche per la maggioranza che sostiene l’amministrazione Tranchida: “Questa maggioranza persevera nella gestione fallimentare del Comune, delle sue partecipate, cercando solo capri espiatori e facendo processi sommari ad altri enti istituzionali solo per distrarre dal vero problema, la propria incapacità”.

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