FRATELLI D’ITALIA, NUOVO COORDINAMENTO. “UNA RIVOLUZIONE CON UN PROGETTO GENTILE”

16 Novembre 2022

Fratelli d’Italia accende i motori dell’organizzazione del partito e presenta il suo nuovo coordinamento provinciale. Sarà presieduto da Maurizio Miceli che potrà contare su due vicepresidenti, il castelvetranese Davide Brillo (delega alle relazioni istituzionali) e l’alcamese Alessandro Fundarò (responsabile dell’organizzazione). Chiamato a far parte del vertice provinciale della destra anche il coordinatore cittadino di Fdi di Trapani Christian Farsaci che oltre alla funzione di segretario avrà la delega all’Ambiente ed ai Beni Culturali. Antonio Froiio è stato invece scelto come tesoriere del coordinamento e dovrà anche occuparsi di tesseramento e di rapporti con le associazioni. Francesco Santangelo è invece il nuovo responsabile della comunicazione e degli eventi. L’ex consigliere comunale di Erice Giuseppe Vassallo si occuperà di enti locali mentre ad Antonino Maiorana è stata affidata la delega alla pesca e sarà anche responsabile Isole Minori. Spazio nel coordinamento provinciale anche per l’ex sindaco di Custonaci Giuseppe Bica, delega pesante la sua, attuazione del Pnrr. Dovrà vedersela anche con il settore delle attività produttive. Servizi Sociali e pari opportunità saranno le deleghe di Alessandra D’Aguanno. Per il consigliere comunale di Marsala Leonardo Pugliese sono pronte le deleghe per i rapporti con le Forze Armate ed anche ordine, sicurezza e legalità. Entrano a far parte del coordinamento anche il responsabile provinciale del movimento giovanile di Fratelli d’Italia Michele Ritondo e il deputato regionale Nicola Catania. A chiudere il cerchio del nuovo vertice di Fdi, Ignazio Drago che ha ricevuto la delega alla Pubblica Istruzione. La destra parte da una premessa per motivare la necessità di una sua nuova organizzazione interna: “La provincia di Trapani è un territorio sbiadito, ormai assuefatto ad una mediocre ordinarietà, prototipo di approssimazione, dove l’attuale litigiosa classe politica, abituata a campare di rendita si è ammosciata con il passare del tempo per mancanza di competizione e d’idee, generando nella cittadinanza la perdita del senso di comunità”. Da qui la contromossa della destra: “Siamo convinti che sia necessaria una rivoluzione, che sia morale, etica e culturale, basata su un processo di crescita democratica che accentri il concetto di comunità attraverso i luoghi della partecipazione, le agorà pubbliche o social, cittadini, imprese, associazioni, saranno invitate a dialogare all’unisono in quella che la liturgia della politica indica come concertazione istituzionale, un progetto gentile, con mano leggera e cuore saldo che entusiasmi tutti, nessuno escluso, ma che soprattutto sia capace di restituire dignità ad una comunità, restituendole il suo senso di unità”.

 

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