EMERGENZA COVID, DOMANI TUTTI A SCUOLA IN SICILIA. SE NON FOSSE VERO CI SAREBBE DA RIDERE

12 Gennaio 2022

Viva sua Maestà la burocrazia! La Sicilia è, nella sostanza in zona arancione e se non ci sarà un repentino calo di contagi e di tutto quel che ne consegue, corre anche verso la zona rossa, ma domani, dopo tre giorni, di “zona franca” riapriranno le scuole. La task force s’è riunita e l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Roberto Lagalla ha sintetizzato così i lavori: “Non ci sono le condizioni giuridiche per sospendere ulteriormente le attività didattiche”. Facendo finta che quelle siciliane siano delle scuole. Nella maggior parte dei casi – la provincia di Trapani può fare, è il caso di dire, scuola – sono edifici, appartamenti, privati destinati ad istituti scolastici, soprattutto per le secondarie. Facendo finta che ci siano le misure di sicurezza, la possibilità di far cambiare aria e quant’altro. Ma di fronte alla linea dura del governo nazionale che fa finita di non conoscere le realtà scolastiche del Sud ci si avvia al grande rientro previsto per domani. Nel frattempo però la Sicilia è sostanzialmente in zona arancione perché ha sforato tutti e tre i parametri di riferimento. Quelli dell’incidenza dei casi per 100mila abitati sono fuori controllo da giorni, così come il tasso di ricoveri in area medica, perché è stato superato il 30%. La Sicilia sarebbe al 31%. Ora il deputato regionale del Pd Nello Di Pasquale, con tanto di nota stampa, fa sapere che “La Sicilia è sempre più vicina al passaggio in zona arancione a causa dell’ormai prossimo superamento del parametro del 20 per cento di copertura dei posti in terapia intensiva”. Poi ci mette un po’ di politica aggiungendo che si tratta di un evento negativo “che avremmo potuto evitare se il governo regionale avesse dato attuazione al finanziamento di 128 milioni di euro che il governo nazionale aveva destinato alla realizzazione di 571 posti letto, 253 dei quali in terapia intensiva e 318 in sub intensiva”. Lo stesso governo nazionale che sulla scuola ha sposato, parafrasandolo, il motto garibaldino: “O Scuola, o Morte!”. Per chiarezza: la sospensione delle lezioni in presenza e l’avvio della didattica a distanza (DAD) è possibile solo in zona rossa, arancione e nei casi previsti dal decreto nazionale. Ma si tratta di condizioni necessarie ma non sufficienti per andare in Dad poiché ci vuole l’avallo dell’Azienda sanitaria provinciale. Tutto questo in una regione come la Sicilia che appena cinque giorni fa ha registrato l’inequivocabile presa di posizione del  suo Comitato tecnico scientifico: “Zona arancione-rossa in tutta la Sicilia per 15-21 giorni, didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado per almeno 15 giorni, tamponi molecolari per accedere alle aree di emergenza degli ospedali”. Il parere in questione è stato consegnato all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza. Se non fosse tutto vero ci sarebbe da ridere!

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