NUOVI CONFINI, “I FUSIONISTI FANNO CONFUSIONE”. LA REPLICA DEL COMITATO PER LA RETTIFICA DEI CONFINI

22 Luglio 2021

Tra i due comitati tornano a volare gli stracci. Quello per la rettifica dei confini replica all’altro, indicato come dei “fusionisti”, in punta di diritto e con un finale tranciante: l’unica soluzione possibile e praticabile è la rettifica. Il tentativo unitario è dunque da considerare definitivamente archiviato. Ed in punta di diritto l’affondo dei fautori della rettifica dei confini tra i Comuni di Trapani ed Erice è una vera e propria stilettata giuridica. “L’operazione che i fusionisti stanno portando avanti – si legge nella nota -, parla di una raccolta firme per indire un referendum (forse consultivo?) a loro dire per sensibilizzare intanto l’opinione pubblica sui benefici (solo per la città Trapani) di una fusione tra due territori sotto una medesima amministrazione. Ma sempre a loro dire, tale iniziativa avrebbe anche la finalità di sensibilizzare la giunta regionale al fine di  indire un referendum. Ebbene se è vero che il potere d’iniziativa spetta, tra gli altri, anche alla Giunta regionale è anche vero che è preliminare un progetto di variazione territoriale corredato da una relazione tecnico – illustrativa; da un quadro di unione dei fogli di mappa, da una cartografia dell’Istituto geografico militare, dalla indicazione, su mappe catastali, dei nuovi confini, dall’elenco delle particelle catastali. Tale progetto deve essere pubblicato per 15 giorni presso l’Albo comunale e nei successivi trenta ciascun cittadino può presentare osservazioni. Il progetto, unitamente alle osservazioni dei cittadini e del Consiglio comunale, è trasmesso all’Assessorato regionale degli Enti Locali che, verificatane la legittimità, in contraddittorio con i Comuni eventualmente controinteressati, autorizza la consultazione referendaria”. Ancora in punta di diritto: “L’unico referendum pertanto riconosciuto dalla legge 30/2000 è quello costitutivo che è l’atto finale del procedimento istruttorio. Non è ben comprensibile di quale referendum parli il comitato se non quello consultivo che comporterebbe comunque un dispendio economico per la comunità, e un adeguato prospetto delle premialità e dei vantaggi sia per i trapanesi tanto quanto gli ericini. Cosa che ad oggi non abbiamo visto”. Da qui l’affondo del comitato per la rettifica si fa prettamente politico, con un’accusa prettamente politica: “Tanto premesso, è evidente la natura propagandistica di tale iniziativa del prefato comitato, che di fatto crea solo confusione tra i cittadini non essendo peraltro controbilanciato né da un progetto analisi costi – benefici per le famiglie ericine, né di tutto il territorio comunale – soprattutto di natura fiscale /tributaria ed economica in generale – comprese le frazioni rurali oltre che del borgo medievale e dei quartieri a valle  di San Giuliano, San Cusumano, Trentapiedi, Villa Mokarta ed altro ancora, mirando solo a lanciare concetti slogan di cui forse l’unico beneficiario è la città di Trapani”. Da qui il comitato si riprende la prima linea: “Restiamo convinti che l’unica proposta condivisibile che migliori la qualità della vita dei cittadini di Trapani e di Erice sia quella della rettifica dei confini. Una proposta che sarà questa si, corredata da un vero progetto di fattibilità, come richiesto dalla legge vigente”.

Notizie Correlate