EDILIZIA, SALE LA MASSA SALARIALE MA LA CRISI E’ ANCORA PESANTE. PALMERI (CGIL): “LAVORI BLOCCATI E BUROCRAZIA GLI AVVERSARI DA BATTERE”

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13 Gennaio 2020

Qualcosa torna a muoversi nell’economia legata all’edilizia ma è davvero poca cosa. C’è un segnale positivo ma non c’è la ripresa. Il sindacato non cambia idea: la crisi c’è ed è durissima. “La Fillea Cgil di Trapani – si legge in una nota dell’organizzazione – registra una fase di stasi rispetto alla caduta libera del settore, sebbene le imprese costrette a chiudere continuano a essere inattive e  l’occupazione sia ai minimi storici. A subire un lieve incremento è, invece, la massa salariale, cresciuta dall’ottobre del 2018 al settembre del 2019, secondo i dati della Cassa edile, del 7 per cento”. Dato che comunque incoraggia e pone il settore sulla via della fiducia. “L’incremento della massa salariale – ha dichiarato il segretario provinciale della Fillea Cgil Enzo Palmeri – fa ben sperare, ma siamo lontani dalla ripresa che potrebbe avvenire solamente con lo sblocco dei finanziamenti per le opere pubbliche già cantierabili, come i lavori di realizzazione dei depuratori di Castellammare del Golfo e di Scopello, del tratto Trapani – Mazara del Vallo compreso tra lo svincolo Birgi sull’A 29, e con il riavvio dell’edilizia privata, incentivata dal decreto che prevede per il 2020 il bonus facciate con la detrazione del 90 per cento per le ristrutturazioni”. C’è un altro avversario da battere per puntare alla ripresa. Ancor Palmeri: “A frapporsi alla ripresa è anche la lentezza burocratica da parte delle stazioni appaltanti che, in questa lunga fase di emergenza, dovrebbero accelerare gli iter degli appalti dando linfa alle imprese e alle maestranze”. I numeri complessivi e storici rimangono dunque allarmanti: circa 3.800 addetti a fronte dei 12 mila di dieci anni fa e più di un centinaio di imprese inattive. “Tra le pesanti conseguenze della crisi – ha concluso il segretario Palmeri – c’è il proliferare del lavoro nero, grigio e sottopagato che in provincia di Trapani ha raggiunto il 40 per cento. Per questo continuiamo a chiedere agli organi preposti di intensificare i controlli nel rispetto di un lavoro, legale, sicuro e di qualità”.

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