LA STORIA/2, IL MERCATO ALL’INGROSSO, LE LETTERE DI OP E LE RISPOSTE DEL COMUNE DI TRAPANI

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19 Dicembre 2019

Il caso del Mercato ittico all’ingrosso di Trapani si snoda in un arco di tempo che ha finito per comprendere tre amministrazioni comunali. Quella di Mimmo Fazio ed a seguire, Vito Damiano e Giacomo Tranchida. Con quest’ultima l’Organizzazione dei Produttori delle Pesca ha registrato più di una incomprensione. OP, fin dall’insediamento del primo cittadino, ha cercato il confronto per affrontare i problemi che hanno condizionato l’attività di mercato, ma dalle relazioni presentate al Comune risulta evidente che non c’è mai stata condivisione di scelte e di strategie. Tanto da far dire ad OP in una delle tante note di corrispondenza con gli uffici che “la mancata replica alle nostre lettere ha certamente denotato la volontà politica dell’amministrazione comunale di non rinnovare l’affidamento del servizio di gestione del Mercato ittico all’ingrosso per un ulteriore quinquennio”. Sul punto c’è stata – ed in qualche modo continua ad esserci – una interpretazione dei fatti assolutamente alternativa. OP scrive ancora di essersi “limitata a prendere atto dell’intenzione del Comune di non procedere alla ripetizione del servizio”. L’amministrazione Tranchida ha invece considerato l’interruzione del servizio da parte di OP come una decisione dell’Organizzazione. Anche il Comune avrebbe dunque preso atto. Ma la nota dello scorso 12 marzo, che porta la firma del presidente Natale Amoroso contesta l’interpretazione del Comune: “Risulta davvero inverosimile quanto sostenuto dal Comune in merito alla nostra carenza d’interesse nella prosecuzione del servizio. Ed infatti, probabilmente, l’amministrazione comunale non conosce la normativa pubblicistica posta a fondamento dell’espletata gara relativa alla concessione del Mercato Ittico, tenuto conto che nel caso in cui il Comune avesse chiesto la ripetizione del servizio entro i termini di scadenza contrattuali, l’OP non avrebbe avuto alcuna facoltà di accettare, bensì avrebbe avuto un obbligo”. Nella nota di Amoroso c’è un ulteriore elemento di confronto-scontro: “Oggi il Comune di Trapani non può indicare un luogo idoneo dove poter esercitare la vendita del prodotto ittico al minuto e all’ingrosso pur essendo presenti le strutture. Al minuto, poiché considerato che non risulta conforme alle prescrizioni igienico-sanitarie previste dalla legislazione in materia di sicurezza alimentare ed all’ingrosso per quanto prima descritto”. OP e Comune sono andati in testacoda anche quando è stato necessario intervenire per una serie d’interventi di manutenzione dopo alcune contestazioni dell’Autorità sanitaria: pareti scrostate ed umidità sui tetti. “Si tratta di manutenzione straordinaria e quindi di competenza del Comune”. “Si tratta di manutenzione straordinaria, non di nostra competenza, ma della ditta concessionaria”, hanno replicato gli uffici. Posizione che erano e che sono rimaste distanti e che hanno poi portato OP a smontare le attrezzature nel mese di giugno, con la consegna dei locali al Comune il 10 luglio. L’Organizzazione dei Produttori della Pesca ha messo la parola fine alla gestione del Mercato all’ingrosso con una accusa politica, definita nella nota di marzo che rappresenta il punto di non ritorno: “Purtroppo, nonostante la nostra OP, da anni, sia impegnata nella diffusione delle buone pratiche in materia di tracciabilità dei prodotti ittici, nel rispetto della normativa di settore e nel rispetto della tutela del consumatore, dopo ben 5 anni di gestione del servizio e con tutti i danni che abbiamo subito, a causa degli omessi controlli e dell’inerzia degli organi competenti, abbiamo compreso che a Trapani, tutto cambia per non cambiare niente”. Il nodo cruciale rimane l’abusivismo ma è evidente che tra OP ed amministrazione Tranchida non c’è mai stata sintesi. Da qui anche l’atto di diffida con la richiesta di risarcimento danni che sfiora un milione di euro contro il Comune e la Capitanieria di Porto. C’è comunque un dato che emerge con forza. Sulla vendita del mercato del pesce in città, sia all’ingrosso che al minuto è necessario fare un passo avanti. Sicuramente la condizione attuale non è quella ottimale.

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