ERICE, RESA DEI CONTI. PRESENTATA LA MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO LA SINDACA TOSCANO

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30 Settembre 2019

Cinque firme sulla mozione di sfiducia che punta a mandare a casa la sindaca di Erice Daniela Toscano. La sfida è stata lanciata da Simona Mannina (indipendente), prima firmataria e da Alessandro Barracco (Movimento Cinque Stelle), Alessandro Manuguerra e Giuseppe Vassallo di Fratelli d’Italia e dalla consigliera Francesca Miceli (ex maggioranza). Mozione con tre linee guida: le motivazioni di carattere giudiziario e la questione morale. Il documento presentato oggi in segreteria al Comune fa man bassa di articoli di stampa sulle inchieste che hanno riguardato il Comune. Nell’elenco, l’arresto del vicesindaco Angelo Catalano, che ha di recente patteggiato la pena, la decisione di annullare il concorso per la stabilizzazione dei precari dopo un blitz della Digos, il caso parcheggi, con l’avviso di garanzia alla stessa sindaca ed al fratello Massimo, consigliere comunale a Trapani, l’inchiesta e le polemiche sul cambio di una graduatoria per i lavori socialmente utili in riferimento al progetto della zona franca urbana, il rinvio a giudizio della consigliera Miceli, che ha comunque firmato la mozione, un’indagine sul depuratore e sullo smaltimento delle acque reflue nella frazione di Napola ed anche l’utilizzo improprio dell’auto istituzionale da parte della prima cittadina. I cinque consiglieri ci tengono a sottolineare che hanno preso in considerazione articoli di giornale e che comunque loor rimangono garantisti perché in molti casi si tratta d’indagini ancora in corso, senza neanche un giudizio di primo grado e di conseguenza il presunzione d’innocenza è la loro via maestra. Tirano in ballo i casi in questione perchè ritengono che hanno finito per condizionare negativamente l’attività amministrativa e quella consiliare. C’è una seconda parte della mozione che affronta le motivazione di carattere giuridico-amministrativo che hanno portato i cinque consiglieri a presentare la mozione. In questo capitolo finiscono sotto accusa le ordinanze della sindaca, gli incarichi, i rilievi della Corte dei Conti sulla gestione delle risorse da parte del Comune. Nella terza ed ultima parte della mozione vengono affrontate le motivazioni di carattere politico-amministrativo. In sintesi: programma non attuato. La mozione ha una forte valenza politica. Dovrà essere discussa entro 30 giorni. Per passare dovrà ottenere almeno 10 voti su 16. La sfiducia ha già aperto il confronto all’interno della minoranza perché non ci sono le firme dei consiglieri socialisti e neanche quella del grillino Eugenio Strongone. “La mozione – ha detto nei giorni scorsi la consigliera Mannina – servirà a fare chiarezza all’interno del consiglio comunale. Tutti saranno chiamati ad esprimersi”.

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