LA SICILIA AL GOVERNO. MINISTERI STRATEGICI PER UNA CHANCE DI CAMBIAMENTO

Il governo Conte bis è senza alibi già da ora. Ma anche la Sicilia si trova nella stessa condizione perché ha i piedi ben piantati nel nuovo esecutivo. L’alleanza giallo-rossa è alla prova dei fatti. Se riuscirà a governare non potrà che aprire una nuova stagione politica, con una l’alleanza politica che potrà dire molto sulla rinascita di un soggetto politico di sinistra. Se fallirà, non sarà soltanto la fine di un governo e forse di una legislatura ma l’anticamera di fase egemonizzata dalla destra. Non dal centrodestra. La Sicilia non ha più alibi perché è presente al governo con tre Ministri. Erano tre anche nel primo governo Conte (Giulia Bongiorno, Giulia Grillo ed il riconfermao Alfonso Bonafede) ma nell’economia generale di quell’esecutivo – per dinamiche di coalizione e tanto altro ancora – non avrebbero mai potuto incidere come potranno invece fare Giuseppe Provenzano (Pd) di San Cataldo, Nunzia Catalfo (M5S) di Catania ed il mazarese di nascita ma fiorentino di adozione Bonafede. Il primo sarà Ministro con la delega al Sud, la grillina con la delega al Lavoro e l’altro grillino confermato alla Giustizia. La vera sfida di Conte sarà al Sud. Se il Mezzogiorno sarà nelle condizioni di ripartire cambierà tanto, quasi tutto, nell’economia italiana, anche nel confronto con il Nord che elettoralmente rimane legato a Matteo Salvini. La sfida per un nuovo Sud è la sfida per il lavoro e di conseguenza il Ministero della Catalfo è strategico. Sarà pure senza portafoglio quello di Provenzano, ma il Pd con il suo Ministro ha una occasione storica. Può riaprire il dialogo con le popolazioni del Sud che da tempo hanno smesso di avere fiducia in un partito di sinistra o di centrosinistra. Un obiettivo politico di questa nuova maggioranza non può non essere quello di vincere in Sicilia, a scadenza di mandato del Presidente Musumeci o con elezioni anticipate se M5S e Pd avranno la forza di sfiduciarlo. Del resto, giocoforza, Nello Musumeci sarà sempre di più il riferimento della destra ed in qualche modo anche della Lega in Sicilia. E’ una regione fondamentale per avere la meglio alle elezioni. Il governo Conte bis si presenta come un esecutivo ecologico che punta all’economia verde e pulita. Ed anche in questo caso la Sicilia è in prima linea. E’ il territorio per un’economia verde ed eco-compatibile. La nomina di Provenzano può, infine, essere uno strumento operativo per mettere pace all’interno del Pd siciliano. Un partito, come quello dei Dem, che non ha ancora una classe dirigente sull’Isola e deve fare i conti con un partito commissariato, finisce per auto-penalizzarsi. La Sicilia e soprattutto i siciliani dovranno tenere d’occhio questo nuovo governo perché potrebbe essere quello decisivo per cambiare rotta. Anche se sarà dura, durissima.

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