TRAPANI, CONSIGLIO A SETTEMBRE MA C’E’ IL BILANCIO 2019 NELLE COMMISSIONI

La politica consiliare riparte da sei punti all’ordine del giorno. Sono quelli inseriti nella convocazione dell’aula per il prossimo 2 settembre. Si tratta di ordinaria amministrazione: un regolamento da modificare, quello delle commissioni, ed un altro da definire, che riguarda la disciplina delle sponsorizzazioni di lavori, servizi e forniture. Spazio anche per una mozione sul decoro urbano e per l’attività ispettiva. Si va invece ben oltre l’ordinaria amministrazione nelle commissioni. Già da oggi sono al lavoro ed hanno tra i punti da discutere il bilancio di previsione 2019, il documento unico di programmazione ed il piano triennale delle opere pubbliche. Lo strumento finanziario è stato approvato in giunta all’inizio del mese ed ora, conclusa la pausa estiva, la parola passa prima alle commissioni e poi all’aula. E’ un bilancio di previsione che sa tanto di consuntivo. Potrà essere approvato a settembre e di conseguenza lascerà pochi margini d’azione all’aula. Come spesso accade, non soltanto a Trapani, il confronto si sposta a novembre con le variazioni di bilancio. Ci si avvia dunque verso un confronto fortemente politico che consentirà, con il voto sul bilancio, di delineare i nuovi confini di maggioranza ed opposizione dopo le polemiche sulle nuove nomine in giunta e dopo le scelte di campo di alcuni consiglieri comunali. Il sindaco Giacomo Tranchida s’appresta a completare la squadra assessoriale – mancano ancora all’appello gli assessori di “Demos” e “Per Trapani” – e a dare ufficialmente il via alla fase politica della sua amministrazione. La discussione sul bilancio potrà così definire i nuovi equilibri consiliari che potrebbero essere condizionati anche dalle vicende politiche nazionali. L’eventuale accordo di governo tra Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle aprirebbe il dibattito dentro e fuori dall’aula perchè Trapani non è una città come le altre e continua a rappresentare un capoluogo di provincia che potrebbe essere coinvolto ed interessato dalle nuove dinamiche politiche romane. Vicende nazionali che chiamerebbero in causa la città anche nel caso di elezioni politiche anticipate.

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