BULGARELLA SCAGIONATO DA OGNI ACCUSA. SI CHIUDE UNA PAGINA NERA DELLA GIUSTIZIA ITALIANA

La sua estraneità ai fatti che gli venivano contestati e la sua innocenza l’aveva gridata ad alta voce, affermando con forza che lui non aveva nulla a che spartire con la mafia ed ancora meno con Matteo Messina Denaro e che non era un imprenditore al servizio di Cosa Nostra. Ora anche il filone dell’inchiesta che stava per travolgerlo è caduto. Così come le accuse di mafia anche quelle di carattere più finanziario sono state archiviate. Bulgarella non c’entra nulla con l’appropriazione indebita ed il concorso in truffa che era stato ipotizzato al Palazzo di Giustizia di Milano. Un anno fa il GIP di Firenze ha detto a chiare lettere che l’imprenditore trapanese non era al soldo della mafia, accogliendo la richiesta di archiviazione della Direzione distrettuale Antimafia di Firenze. Ora il GIP di Milano ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura. Le due indagini erano collegate e Milano aveva ricevuto le carte da Firenze sulle ipotesi accusatorie di appropriazione indebita e concorso in truffa. Nelle pagine dell’archiviazione viene sottolineata la correttezza dell’operato di Bulgarella che, con il suo gruppo, aveva avviato “una serie di azioni nei confronti dell’Unicredit per far valere le proprie pretese”, si legge in una nota dell’imprenditore. Si è così sgonfiata l’intera inchiesta perché l’archiviazione del GIP milanese ha riguardato anche l’avvocato Tumbiolo, Palenzona ed altri dirigenti della banca in questione. Bulgarella ne esce più che mai indenne ma non potrà dimenticare e non intende dimenticare – ha anche scritto un libro – il mix micidiale che lo ha colpito: ricostruzioni inesatte ed illogiche e sospetti da “falsi collaboratori di giustizia”. Non a caso la sua vicenda giudiziaria è stata inserita tra gli errori giudiziari eclatanti dell’anno scorso.

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