ARS, EX PROVINCE. SI “GIOCA” SUI FONDI DA DESTINARE ALLA SICILIA

Quando la propaganda prende il sopravvento può accadere di tutto. Anche che l’Assemblea regionale siciliana dia il suo via libera ad ordine del giorno degli onorevoli Figuccia e Lo Giudice che chiede quasi l’impossibile. Nel merito: le ex Province regionali siciliane sono con l’acqua alla gola. La riforma Crocetta non è ma stata completata e gli enti sono rimasti commissariati ma anche sempre più deboli dal punto di vista economico. Ex Province, appaesantite dal “prelievo forzoso” che lo Stato ha posto in discussione ed ottenuto. Nella conferenza Stato-Regione è stato comunque trovato l’accordo per salvare il salvabile destinando 100 milioni di euro per mettere in ordine i bilanci, con la proroga per la loro approvazione. Quello di 100 milioni è stato – l’ha ribadito il Presidente della Regione Nello Musumeci, dentro e fuori l’Aula – l’offerta ultima ed immodificabile dello Stato. Ma l’Ars va per la sua strada e chiede che vengano assegnati alla Sicilia circa 350 milioni di euro. Ed affida al governo siciliano il compito di farsi valere a Roma. Ben sapendo che il Presidente Musumeci o chi per lui, non potrà fare la richiesta in questione perché ha già ricevuto, forte e e chiaro, una proposta limite che verrà messa in discussione in Parlamento ed all’interno del decreto sicurezza. Il governo nazionale, nell’accordo, si è impegnato a trovare nuove risorse entro settembre. Nell’intesa ci sono anche altri 40 milioni di euro per l’Isola.

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