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BIRGI, CONTINUITA’ TERRITORIALE. LA REGIONE METTE UN MILIONE DI EURO IN PIU’

Carte, documenti e soprattutto soldi. La Regione ha deliberto l’impegno finanziario per la continuità territoriale per gli aeroporti di Birgi e Comiso. Si tratta del periodo che va dal 20 marzo 2020 al 28 marzo 2023. Progetto che riguarda anche Pantelleria e le Pelagie con gli oneri di servizio pubblico. Le spese sono a carico dello Stato (due terzi) e della Regione (un terzo). Per il triennio 2020-2023 è previsto un investimento di 48.373.020,33 euro. Ripartiti su due scali: Comiso, 25.508.689,67 euro e Birgi, 22.864.33,63 euro. Il governo nazionale ha stanziato 31.057.606, 51 euro. La Regione ha invece deliberato la spesa di 17.315.413,79 euro. A conti fatti, la Regione metterà più di quanto avrebbe dovuto, perchè ha ricevuto una comunicazione ufficiale da parte del governo nazionale che confermava la sua insufficiente capacità finanziaria. In sintesi: Roma non sarebbe stata in grado di pagare per intero i suoi due terzi di spesa. La differenza di 1.191.073,68 euro uscirà dunque dalle casse siciliane. Carte e documenti che stanno per essere inviati al Ministero delle Infrastrutture ed all’ENAC per le procedure previste per legge contengono anche i progetti di continuità territoriale definiti dalle due società di gestione degli scali, l’Airgest per Birgi e la Soaco per Comiso. La proposta trapanese punta al collegamento del “Vincenzo Florio” agli aeroporti di Napoli, Perugia, Trieste, Parma, Ancona e Brindisi. Comiso punta invece su Roma e Milano.

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