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BIRGI, TRANCHIDA DENUNCIA MUSUMECI E RISPONDE A MUSO DURO A DB TRAPANESE

Rimane alta la tensione tra il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ed il Presidente della Regione Nello Musumeci. Il primo cittadino ha festeggiato, a Trapani, il 73esimo anniversario dell’Autonomia siciliana, rifiutando l’invito del Governatore a partecipare alle celebrazioni in scena a Palermo. Musumeci, nella prima riunione del comitato per Birgi l’ha definito indegno di amministrare una città come Trapani. Tranchida ha risposto con il no all’invito ma anche con un esposto denuncia. Lo ha reso noto rispondendo ai dirigenti trapanesi di “Diventerà Bellissima” che hanno diramato una nota critica nei suoi confronti per gli attacchi al loro leader. “Della vicenda – ha rimarcato Tranchida – se ne occuperà l’autorità competente in conseguenza di un mio esposto denuncia. Sappiano dalle parti di Diventerà Bellissima che io non ho mai avuto né padrini, né padroni, tranne al meglio cercare di servire gli interessi legittimi delle comunità che ho avuto l’onore di amministrare, come oggi Trapani, difendendo e sostenendo le attese degli operatori e dei lavoratori, oggi sul lastrico e disoccupati”. Nel documento di DB c’erano almeno due firme che Tranchida non poteva “digerire”, quelle dell’ex sindaco di Custonaci Peppe Bica e dell’ex consigliere comunale di Trapani Nicola Lamia. E Tranchida non può che riferirsi a loro quando aggiunge nella sua nota di replica: “Temo comunque che da parte di taluni, tra i vertici di Diventerà Bellissima, non vengono sufficientemente presi in considerazione e, francamente me ne dispiaccio, tali istanze dei cittadini. Il Partito del Territorio è stato e sarà sempre il mio primo partito, così come la coalizione che oggi governa la città di Trapani è tenuta in primis a sostenere. Chi vuol fare polemica politica la faccia io miro a perseguire la concretezza dei risultati e di certo non mi lascerò intimidire”. Bica e Lamia hanno fatto finora parte della coalizione che sostiene il primo cittadino ed hanno aderito al Partito del Territorio che Tranchida ha lanciato nella campagna elettorale di giugno 2018. Il sindaco, nella sua nota, fa il punto su Birgi e chiarisce la sua posizione critica nei confronti di Musumeci. Accusa il Presidente di non essere stato ancora in grado di prendere una decisione su Birgi rispetto all’ipotesi di fusione con Palermo che rispetto al piano B di una fusione a tre con Catania e Comiso. Tranchida denuncia il silenzio del Presidente anche sulla richiesta di liberalizzare il trasporto su gomma che consentirebbe di collegare di più e meglio gli aeroporti di Birgi e Palermo. In sintesi: Tranchida chiama in causa Musumeci chiedendogli di essere chiaro sul futuro del sistema aeroportuale siciliano e d’indicare la strada che deve seguire Birgi. Nella sua nota, Tranchida, non dimentica di stigmatizzare il comportamento del sindaco di Palermo Leoluca Orlando che ha sempre mostrato diffidenza e chiusura rispetto alla soluzione della fusione delle due società di gestione degli scali di Birgi e Palermo. “Birgi – ha aggiunto Tranchida – deve tornare a volare” ed i 9 mesi di melina che addebita a Musumeci rischiano di compromettere il futuro dello scalo.

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