MARSALA, IL PIANO PAESAGGISTICO SI PUO’ MODIFICARE. LO CURTO E PELLEGRINO: “UN PASSO AVANTI”

Troppi vincoli e vincoli su vincoli. L’assalto al Tar di Palermo con i ricorsi che sono andati a buon fine. Comuni soddisfatti, come quello di Marsala, e Piano Paesaggistico bloccato, Regine bocciata. Accusata di avere calato scelte e strategie territoriali senza aver parlato con i territori. Polemiche con pro e contro il Piano, ancora carta bollata e ricorsi. Al Consiglio di Giustizia Amministrativa. Sentenza che riforma quella del Tar ridando fiato, forza ai Piani. Ma con una terza via rispetto al muro contro muro delle sentenze: prima la bocciatura dei piani poi il loro recupero. La Commissione Territorio ed Ambiente dell’Ars si è occupata del caso Marsala. Il sindaco Alberto Di Girolamo ed alcuni tecnici comunali hanno avuto modo di spiegare le loro perplessità su un Piano che avevano contestato e che continuano a contestare. Dal dibattito in Commissione, presenti gli onorevoli marsalesi Eleonora Lo Curto e Stefano Pellegrino ha preso forma una soluzione di mediazione che fa riferimento a quel che ha detto il Consiglio di Giustizia Amministrativa. Perché come tante cose in suolo italico e siciliano, in particolare, c’è sempre un escamotage per interpretare le norme. Di conseguenza, è vero che il CGA ha ribaltato la sentenza del Tar ma è anche vero che ha auspicato che vi sia un confronto tra amministrazioni pubbliche. Ha provato a fare il punto l’onorevole Pellegrino: “La sentenza del CGA, pur riformando la sentenza del TAR, ad un attento esame individua la necessità di dovere avviare una concertazione tra Regione ed Enti Locali, finalizzata al miglioramento del Piano Paesaggistico. In particolare, la sentenza ha richiamato tutti i protagonisti della vicenda a far sì che oggi, la concertazione entri in quella fase più intensa, nella quale la collaborazione leale tra i diversi soggetti pubblici dovrebbe essere più piena e dare i suoi frutti migliori, tenendo conto che il Piano Paesaggistico ha la funzione di strumento di ricognizione del territorio oggetto di pianificazione non solo ai fini della salvaguardia e valorizzazione dei beni paesaggistici, ma anche nell’ottica dello sviluppo sostenibile e dell’uso consapevole del suolo, in modo da poter consentire l’individuazione delle misure necessarie per il corretto inserimento, nel contesto paesaggistico, degli interventi di trasformazione del territorio”. In sintesi, il Piano si può modificare. Sulla stessa lunghezza d’onda l’onorevole Lo Curto: “Sul Piano paesaggistico di Marsala, dopo la sentenza del Cga, si potrà aprire una fase di concertazione per migliorare lo strumento urbanistico e garantire così la continuità e l’ulteriore sviluppo di attività agricole, vitivinicole, turistiche e del turismo sportivo nel territorio della città Lilibetana, per le quali è naturalmente vocata”.

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