• Home »
  • Politica »
  • “SICILIANI VERSO LA COSTITUENTE/3, DORIANA LICATA: “DA TERRA DI MERCATO A TERRA CHE PRODUCE”

“SICILIANI VERSO LA COSTITUENTE/3, DORIANA LICATA: “DA TERRA DI MERCATO A TERRA CHE PRODUCE”

Il suo intervento era il più atteso, perché era la prima uscita ufficiale da coordinatrice provinciale di “Siciliani verso la Costituente” e Doriana Licata non ha deluso le attese. Ha messo subito le cose in chiaro sulla sua persona, dopo le avvisaglie di quello che il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida chiamerebbe “mascariamento”. “Sono Doriana Licata – ha detto in Consiglio Nazionale – e non sono la sorella di…, la figlia di…, la moglie di…”. Ed ancora: “A vent’anni mi sono candidata al consiglio comunale di Campobello di Mazara e sono stata eletta. Ho subito minacce e mi sono ritrovata la benzina in camera da letto. Tutto questo perché non volevo approvare un piano di lottizzazione che non mi convinceva”. Chiuso il capitolo della “presentazione”, per fermare sul nascere i riferimenti alle vicende giudiziarie – che non l’hanno mai coinvolta in prima persona – delle Regionali 2012 e ad alcuni rappresentanti del movimento campobellese, la neo coordinatrice si è dedicata al confronto politico. “La Sicilia è una terra bellissima – ha sottolineato – ma anche complicata. Risvegliare la coscienza dei siciliani dal torpore non sarà facile. Ma noi dobbiamo provarci, a cominciare dal quel 60% di siciliani che non vanno più a votare, perché non si sentono rappresentati, perché sono sfiduciati. Troppe promesse non mantenute, troppi errori. Qui ne abbiamo un esempio lampante con la vicenda dell’aeroporto di Birgi. Ma come si può consentire quello che sta accadendo? La realtà che Birgi è stato governato con la logica delle nomine, dei Cda per piazzare l’amico e non per curare gli interessi del territorio”. Ed ancora: “Mi chiedo come i siciliani possano votare Lega. Sono un medico e vi dico che siamo al limite del trattamento sanitario obbligatorio. Ma come, i leghisti puntano tutto sulla TAV al Nord, mentre noi abbiamo una rete ferroviaria di spirito medievale. Dovremmo pagare la benzina meno degli altri ed invece accade il contrario. E’ arrivato il momento di reagire. La Sicilia da terra di mercato e di conquista può diventare terra che produce”. Doriana Licata ha voluto mettere i paletti sull’organizzazione del movimento sul territorio: “Siamo aperti al dialogo con tutti ma non saremo strumento di trasmigrazione di anime. Non siamo interessati al ceto politico ma al confronto delle idee”. La dirigenza trapanese di “Siciliani verso la Costituente” può contare anche sul presidente Giorgio Aiuto Garsia: “La gente è stanca delle parole. C’è disperazione in giro. Per essere credibili e per essere ascoltati, dobbiamo essere in grado di presentare un progetto per questa terra. Un progetto che faccia perno sulla nostra storia, sullo statuto e con risposte concrete. Altrimenti sarà tutto inutile e velleitario. Mettiamo le nostre idee in campo e confrontiamoci con i territori”.

Commenti

commenti