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CONSIGLIO ERICE, SALTA LA SEDUTA SULLE DIMISSIONI DELLA SINDACA TOSCANO. MICELI: “QUANDO SERVI CI SEI, POI TI BUTTANO”. MANUGUERRA: “SONO DEBOLI”

Soltanto sei consiglieri – sette con il presidente Paolo Genco – presenti in aula nella seduta straordinaria che avrebbe dovuto occuparsi del caso Erice e della richiesta di dimissioni della sindaca Daniela Toscano, avanzata dai rappresentanti dell’opposizione Alessandro Manuguerra, Alessandro Barracco, Eugenio Strongone, Simona Mannina e Giuseppe Vassallo. I gruppi della coalizione della sindaca, Pd e “Cambiamenti” hanno deciso di non partecipare alla seduta. Assente in blocco anche l’amministrazione. La sindaca Toscano nella seduta di mercoledì scorso ha preso la parola per fare chiarezza sulle vicende ericine e sull’inchiesta che ha coinvolto l’ex vicesindaco Angelo Catalano. Da qui la reazione dei consiglieri che sostengono la sua amministrazione, con la decisione di non dare spazio a quella che hanno considerato una passerella politica. Ai cinque firmatari della richiesta di seduta straordinaria si è aggiunta, partecipando ai lavori d’aula anche la consigliera Francesca Miceli. “Il fatto che non ci sia il nuovo gruppo consiliare – ha detto – mi fa pensare. Come dire, ne butta una e ne prende tre, come nelle offertissime”. La consigliera ha fatto parte della maggioranza consiliare, ma dopo l’avviso di garanzia che l’ha raggiunta nell’ambito del caso Catalano – la stessa consigliera era stata chiamata in causa in un’altra indagine sul voto del 2017 – è stata invitata ad uscire dalla maggioranza. Il nuovo gruppo, citato dalla Miceli, è “Per Erice” e ne fanno parte i due consiglieri socialisti Luigi Nacci e Nicola Augugliaro e l’esponente di “Cives” Peppe Spagnolo. Tutti e tre assenti ed assenza stigmatizzata dalla Miceli come il sospetto che possa essere l’avvio di un dialogo con l’amministrazione. Il Psi è sempre stato all’opposizione. Spagnolo è uscito dalla maggioranza per divergenze con la coalizione. “La Miceli – ha aggiunto la consigliera parlando di se stessa e della sua “espulsione” dalla maggioranza – era indagata da un anno. Non mi sono mai nascosta. La verità è un’altra e sto imparando a capire. In politica, quando servi ci sei, poi via come carta straccia. Non sono stata io a volere uscire dalla maggioranza. Mi è stato chiesto in maniera garbata, anche se poi la sindaca ha detto o lei o io. Per quanto mi riguarda ho fiducia nel lavoro della magistratura e di conseguenza non mi dimetto”. A conclusione degli interventi di tutti i consiglieri presenti in aula che hanno più volte criticato l’assenza dell’amministrazione e dei gruppi della coalizione Toscano il presidente Paolo Genco non ha potuto che prendere atto della mancanza del numero legale ed ha aggiornato i lavori a domani, sempre alle 15,30. Per Manuguerra – l’ha dichiarato al termine della seduta – “l’assenza della sindaca e della maggioranza consiliare conferma la debolezza di questa amministrazione, che avendo sempre professato legalità, trasparenza e moralità, era doveroso dare una risposta ai cittadini ericini. Riteniamo che questo modus operandi, così grossolano della Toscano, rivolto alle beghe personali si ripercuota sull’efficienza della macchina amministrativa, che invece ha bisogno di un pragmatismo operativo per la risoluzione dei problemi che attanagliano Erice”.

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