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ERICE, SEGRETERIA PSI: “NOI SEMPRE GARANTISTI. ABBIAMO DETTO NO AL SISTEMA DI POTERE CITTADINO”

Il Psi prende posizione sulle vicende giudiziarie ericine che hanno portato l’ex vicesindaco Angelo Catalano agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione ed abuso d’ufficio. Ma i socialisti non si accondano all’ala più oltranzista della minoranza e non chiedono le dimissioni della sindaca Daniela Tranchida. “Il Psi – si legge in una nota della segreteria comunale del partito – conferma la propria natura di forza garantista, non trasformandosi in un soggetto politico forcaiolo solo perché i provvedimenti della magistratura riguardano, in questo caso, storici avversari politici”. I socialisti tuttavia rivendicano la loro azione politica che li aveva portati a suonare l’allarme rosso: “Da tempi non sospetti abbiamo preso le distanze dal sistema di potere tranchidiano, denunciandone le disfunzioni  pagando, talvolta, i relativi prezzi politici per la coerenza e la tenacia con cui ci siamo mossi, da posizioni di minoranza”. Il Psi non si limita a “bacchettare” il sistema di potere ericino ma chiama in causa anche chi, dopo l’arresto del vicesindaco, ha cominciato a prendere le distanze: “Magari sono le stesse persone che hanno partecipato ai cori di beatificazione”. Per il Psi non ci si trova di fronte ad una vicenda isolata e che c’è rischio concreto di “una chiusura anticipata della legislatura ad Erice sull’onda di altri possibili provvedimenti giudiziari”. Da qui una valutazione politica: “Sarebbe una sconfitta della politica, che obbligherebbe tanti a riscrivere la storia di questi ultimi 10 anni di governo della città”.

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