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BIRGI: GERLANDA: “LA LEGA PRONTA A SALVARE L’AEROPORTO. TAVOLO TECNICO CON IL GOVERNO NAZIONALE”

La Lega al capezzale dell’aeroporto di Birgi. La società di gestione dello scalo trapanese è in piena crisi dopo l’annuncio delle dimissioni del presidente Paolo Angius, uno dei 14 amministratori ed ex amministratori raggiunti da un avviso di garanzia per falso in bilancio e malversazione di fondi pubblici, e le precedenti dimissioni, fine novembre 2018, dell’imprenditrice castelvetranese Elena Ferraro che lasciò il Cda con qualche polemica. Angius ha incontrato il Presidente della Regione Nello Musumeci e rimarrà al suo posto fino a quando non ci sarà una soluzione alternativa per il vertice di Airgest, che altrimenti avrebbe un solo componente del consiglio d’amministrazione operativo, il marsalese Saverio Caruso. Non avrebbe al momento neanche il direttore generale: la selezione è ancora in corso. La Lega è preoccupata e schiera il suo responsabile regionale enti locali Igor Gerlanda: “L’aeroporto di Trapani-Birgi, che oltre alla drammatica crisi di passeggeri ora deve fare anche i conti con l’indagine giudiziaria sugli ex amministratori dello scalo, evitiamo che diventi la campana a morto dell’economia in provincia di Trapani”. Il dirigente leghista rilancia sulla gestione unica degli scali dell’Isola: “Per gestire al meglio un aeroporto servono competenze, non appartenenze. E’ necessaria una riorganizzazione totale del comparto partendo da un’unica visione strategica ed una sola cabina di regia improntata su modelli di efficienza. In sostanza, servono regole certe per evitare che in Sicilia regni l’immobilismo”. Gerlanda non si limita ad indicare la soluzione di prospettiva ed entra nel merito della crisi dell’Airgest: ““Per salvare Birgi, la Lega è disponibile ad attivare sinergie per esempio con gli amministratori degli aeroporti di Malpensa, di Bergamo, di Treviso o di altre realtà italiane, aprendo anche un tavolo tecnico con il governo nazionale, per individuare competenze e soluzioni in grado di rilanciare lo scalo trapanese e l’economia dell’intera provincia da una crisi che al momento, senza un cambio di strategia, appare sempre più irreversibile”.

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