FAVIGNANA, LA BEFFA DELLA QUOTA TONNO ED IL RICORSO DELLA REGIONE

9 Giugno 2018

La Tonnara di Favignana beffata. Lo dice chiaro e tondo la Regione. Si può leggere nelle motivazioni che hanno portato la Giunta Musumeci a presentare ricorso contro i decreti ministeriali del 20 aprile (ripartizione dei contingenti nazionali di cattura del tonno rosso per il triennio 2018/202) e del 4 maggio (disposizioni urgenti in materia di cattura bersaglio del tonno rosso con il sistema della circuizione). C’è anche una beffa nella beffa di cui dovrà occuparsi il Tar. L’Unione Europea ha aumentato la quota tonno per l’Italia nei prossimi 3 anni, ma il Ministero delle Politiche Agricole ha deciso di non approfittarne per potenziare il sistema di pesca nelle sue tipologie di cattura. Al contrario, è stata pianificata una ulteriore forma di monopolio che non riguarda soltanto i sistemi di pesca ma anche i territori.

La quota tonno nazionale per il triennio 2018-2o20

Anno 2018: 3.894,13 tonnellate

Anno 2019: 4.308,59 tonnellate

Anno 2020: 4.756,75 tonnellate

La scelta di favorire monopoli e posizioni di forza sul mercato è determinato dai numeri. Soltanto 12 barche, nel territorio nazionale, hanno il 75% della quota italiana: una sola barca può contare su 463 tonnellate di tonno da poter catturare. I dati dicono che la posizione dominante è della Campania con l’80% della quota contro il 15% della Sicilia.

La quota tonno nazionale ripartita per sistemi di pesca

Anno 2018: circuizione 2.886,33 tonnellate; palangaro 527,46 tonnellate; tonnara fissa 328,35 tonnellate; pesca sportiva e ricreativa 18,61 tonnellate; quota non divisa 133,37 tonnellate.

Anno 2019: circuizione 3.205,03 tonnellate; palangaro 585,28 tonnellate; tonnara fissa 364,42 tonnellate; pesca sportiva e ricreativa 20,34 tonnellate; quota non divisa 133,52 tonnellate.

Anno 2020: circuizione 3.541,45 tonnellate; palangaro 646,68 tonnellate; tonnara fissa 402,66 tonnellate; pesca sportiva e ricreativa 21,60 tonnellate; quota non divisa 144,37 tonnellate.

L’egemonia della circuizione

C’è dunque una chiara supremazia del sistema della circuizione, consolidata anche dal decreto del 4 maggio che ha inserito altre 3 imbarcazioni nella ripartizione in questo sistema di cattura. Il tonno viene catturato ma con le gabbia a trasporto vivo viene trasferito negli allevamenti fuori dai Paesi dell’Unione Europea. Viene infatti avvantaggiato il mercato giapponese. Da qui la necessità per il mercato interno d’importare tonno per l’industria conserviera e per i ristoranti. Sistema di pesca che penalizza fortemente gli altri e blocca la crescita di forme di turismo come il pescaturismo e l’ittiturismo: attività che si legano a doppio filo alle tonnare fisse. Sicilia penalizzata anche nella ripartizione della quota tonno destinata al sistema del palangaro, soltanto il 14% del totale.

Favignana beffata

Nel decreto che la Regione ha deciso d’impugnare la ripartizione di eventuali quote per la tonnara di Favignana viene rimandata ad un successivo provvedimento. Ma è difficile comprendere a quale quota ci si possa riferire perchè non risultano presenti altre quote a disposizione. In sintesi: la tonnara è stata inserita nel decreto ministeriale e potrebbe essere già considerato un passo avanti rispetto al passato. Ma lo stesso decreto non prevede una quota di tonno da pescare, dunque, la tonnara non può calare le reti e non può avviare la mattanza. Nel 2016 sono state calate le reti ma per una pesca virtuale, o meglio, sostenibile perché si trattava di una mattanza ad uso e consumo dei turisti. I tonni appena pescati sono stati subito liberati. Dunque, una rappresentazione della mattanza. Soluzione impraticabile negli anni perché non consente di recuperare le spese e di conseguenza anti-economica. A calare le reti la ditta Castiglione che ha dato la sua disponibiità a far ripartire la tonnara di Favignana, ferma dal 2007. L’inserimento nell’elenco per le quote aggiuntive del 2018 non è dunque sufficiente perché ciò che conta davvero è la ripartizione delle quote e per Favignana non è stato previsto neanche un tonno. Le richieste della Regione, per il sistema pesca siciliano, non sono state prese in considerazione dal Ministero. Il governo Musumeci, per la tonnara di Favignana, aveva chiesto di poter pescare 80 tonnellate di tonno.

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