CRISI DEGLI APPALTI, SERVE “CHI L’HA VISTO” PERCHE’ SONO SCOMPARSE 51 GARE D’APPALTO IN SICILIA

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23 Novembre 2017

Meglio rivolgersi a Federica Sciarelli ed al suo “Chi l’ha Visto?”, invitandola ad ampliare i casi, dalle persone agli appalti. Potrebbe rivolgersi all’ANCE Sicilia per avere i particolari degli “scomparsi”. Si tratta dei pubblici incanti – gare d’appalto pubbliche – che sono svaniti nel nulla. Il dato comunicato dall’Associazione degli imprenditori edili siciliani è impressionante. Un mix micidiale d’incapacità politica e d’inerzia delle stazioni appaltanti porta a questi dati: “Analizzando i pubblici incanti dello scorso anno aggiudicati entro il 31 ottobre 2017,si pone in evidenza che su appena 96 nuove infrastrutture proposte al mercato per un valore di 142,4 milioni di euro – il trend più basso dal 1999 -, ne sono state aggiudicate appena 45 (46,88%) per un importo di 55,7 milioni (39,15%), cifra su cui si sta giocando la sopravvivenza dell’intero comparto regionale: su poco più di 2mila aziende ancora attive ne stanno lavorando solo 45 più l’indotto. Di contro, al 31 ottobre scorso non si hanno più notizie di 51 gare (53,12%) che non risultano né annullate o sospese né aggiudicate, per complessivi 86,6 milioni (60,85%)”. Ecco perché serve “Chi l’ha Visto?”. Dove sono andate a finire queste 51 gare? Che fine hanno fatto? E soprattutto perché non sono state portate a termine? Il 2016 sarà anche stato l’anno nero degli appalti in Sicilia ma passare dalla riduzione alla “scomparsa” non è cosa da poco. C’è di più. L’ANCE Sicilia punta la sua attenzione su un altro dato che mette allarme ad allarme: “Sono i bandi di competenza degli Urega a registrare la percentuale più alta di ritardi nelle procedure: sono scomparse dalle rilevazioni 22 gare su 31 (70,97%) per un valore di 63,8 milioni su 92,6 milioni complessivi (68,87%)”. Dall’Osservatorio dell’Associazione arriva una ulteriore riflessione frutto di una verifica sul campo: “Il mercato siciliano delle infrastrutture è ormai talmente asfittico e insignificante da non interessare più le aziende d’oltre Stretto. Infatti, delle 45 imprese aggiudicatarie nel 2016, solo 2 hanno sede fuori dalla Sicilia, anche se sono risultate aggiudicatarie del 18,16% dei 55,7 milioni aggiudicati (esattamente 10,1 milioni). Le altre imprese impegnate nei cantieri sono 5 della provincia di Agrigento, 5 di Caltanissetta, 8 di Catania, nessuna di Enna, 7 di Messina, 11 di Palermo, 1 ciascuna di Ragusa, Siracusa e Trapani. Altre quattro imprese non sono identificabili territorialmente e sono assegnatarie del 7,6% degli importi (4,2 milioni)”. Sconfortante il commento del presidente dell’ANCE Santo Cutrone: “Ormai stiamo parlando del nulla. Dal 2013 ad oggi non si hanno notizie di 456 gare d’appalto per 559,7 milioni di euro. Significa che il 50% delle già poche occasioni di lavoro si perde nel vuoto: un ‘fenomeno carsico’ di cui nessuno spiega il perché né pensa a porvi rimedio. Di fronte alla fame delle imprese e dei lavoratori la classe politica non può continuare ad essere indifferente”. Da qui l’appello al neo Governatore della Sicilia Nello Musumeci:  “Il nuovo governo regionale dovrà porre tra le priorità lo sblocco delle procedure di gara responsabilizzando le commissioni e il pieno e immediato utilizzo dei quasi 10 miliardi di euro disponibili per infrastrutture. Il comparto dell’edilizia non potrà reggere un altro quinquennio di immobilismo”.

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