TRAPANI, GETTONE DI DICEMBRE IN BENEFICENZA. GIOVANNI VASSALLO E FRANCESCO SALONE CONFERMANO LA LORO INIZIATIVA

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29 Dicembre 2016

“Tradizione” rispettata anche quest’anno. I consiglieri Francesco Salone e Giovanni Vassallo hanno devoluto la mensilità di dicembre in beneficenza. Non saranno i due esponenti consiliari ma la Caritas della Chiesa di San Giovanni ad occuparsi della disturzione delle confezioni di prodotti alimentari. Particolare attenzione sarà rivolta alle famiglie che più di altre si trovano in difficoltà economiche. Salone e Vassallo, dunque, non decideranno nulla nè sull’assegnazione, nè sulla distribuzione. Il consigliere Salone ha voluto fare chiarezza sul punto per evitare strumentalizzazioni politiche: “Ringrazio il responsabile della Caritas della parrocchia di San Giovanni, Sandro Grispo, per la sua premurosa e indispensabile disponibilità. A dispetto di dichiarazioni pubbliche e sussurri privati di alcuni consiglieri che ci hanno sempre accusato di populismo o che ci hanno rimproverato per aver reso pubblica l’iniziativa, io e l’amico Giovanni siamo gli unici che con continuità hanno perseverato nella rinuncia alla indennità di dicembre. Un piccolo gesto, perfino insufficiente nel mare di bisogni di alcune famiglie disagiate, ma anche un segnale che non mi sembra sia stato raccolto da alcuno, infatti su trenta consiglieri siamo soltanto in due. Poco importa! Ciò che più conta per noi è che abbiamo mantenuto una promessa coerente dal 2012 ad oggi con il nostro mandato politico ed amministrativo e con la nostra scelta di solidarietà rinnovata con convinzione”. Salone ha aperto anche un alto fronte, quello del decoro urbano: “Ho più volte chiesto e sollecitato un intervento di pulizia in un’aiuola di Via Federico De Roberto, ma l’amministrazione ha deciso di non prendere in considerazione la richiesta. Non potevo far altro che intervenire direttamente”. L’aiuola è stata ripulita a spese del consigliere che sottolinea: “Sono stato costretto a sostituirmi all’amministrazione. Non possiamo riempirci la bocca di proclami e di dichiarazioni d’intenti per il bene della città e poi non essere in grado di gestire quella che si presenta come un semplice azione di ordinaria amministrazione. Ecco perchè ho deciso d’intervenire in un’area che era l’espressione più dura e netta del degrado che si registra in tante zone del territorio. Erbacce che non consentivano di vedere l’altra parte dello spiazzo, spazzatura, sporcizia. Non è stato fatto nulla di eccezionale. ma soltanto quel che sarebbe giusto fare dappertutto: pulire”.

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