CASTELVETRANO, SI DIMETTONO I CONSIGLIERI DI NCD ED UDC

E’ svolta a Castelvetratrano sul caso Giambalvo. I consiglieri comunali del Nuovo Centrodestra e dell’Udc, i due gruppi più vicini al sndaco Felice Errante, hano deciso di rassegnare le dimissioni e di consegnarle al segretario generale del Comune. Decisione assunta ieri sera dopo una riunione alla presenza anche dei dirigenti dei due partiti, che assieme rappresentano il nuovo soggetto politico di Area Popolare. Prima di lasciare hanno voluto rispondere alla nota durissima del Pd che si concludeva con la richiesta di dimissioni del sindaco. Ncd e Udc se la prendono anche con gli alleati dei democratici: “Ancora una volta hanno dimostrato quanto siano bravi a pontificare, peccato che abbiano perso l’occasione di dimostrare la propria diversità, rassegnando le dimissioni da consigliere comunale e dimostrando con i fatti il non attaccamento alla poltrona, sia gli stessi consiglieri del Pd, che quelli delle altre liste satelliti. Invece di esprimere la disponibilità alle dimissioni, perché non dare per primi l’esempio? La città ha bisogno di atti concreti, non di esempi. Una classe dirigente, quella del Pd, che ha dimostrato tutta l’incapacità di governare processi e percorsi assai più complessi dei piccoli interessi di bottega, una classe dirigente che dimostra di essere completamente slegata dalle esigenze dei cittadini e dalle problematiche di una città. Se non avessero dimostrato tutta la loro <<cattiveria>>, si potrebbe provare quasi pena per alcuni di loro che non riescono ad andare oltre i rancori personali , provando ad allestire un’ efficace azione di opposizione”. Poi la stoccata finale sui rapporti tra Lillo Giambalvo, esponente di “Articolo 4” ed il Pd: “Ricordiamo bene le immagini di esultanza dai balconi della sede cittadina del Pd, abbiamo memoria di come lo stesso Giambalvo frequentasse quei balconi. Allora i voti degli esponenti di <<Articolo 4>>, Giambalvo compreso, furono utili per eleggere un onorevole al Parlamento Europeo. Ricordiamo pure quando venne richiesto al sindaco di revocare la delega al segretario provinciale del loro stesso partito per gratificare qualcuno che oggi pare essere tornato in pieno fermento”.

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