IL PORTO DI TRAPANI NELLE MANI DI PALERMO. D’ALI’: “PROPOSTA ILLEGITTIMA, INDECENTE ED IRRICEVIBILE”

26 Gennaio 2016

Quello che si temeva è accaduto. Nel decreto legislativo di riordino dei porti e delle Autorità Portuali, Trapani è finita nelle mani di Palermo. Pur non essendo sede di Autorità Portuale e pur essendo il decreto un tentativo di razionalizzazione delle Autorità presenti nel Paese, l’autonomia trapanese è stata cancellata. A differenza degli aeroporti di Palermo e Trapani che possono trovare una sintesi e consolidarsi a vicenda con un’azione sinergia e con una programmazione dei voli ben delineata dalle sue società di gestione degli scali, per i porti di Trapani e Palermo si deve parlare sostanzialmente di concorrenza e di conseguenza di una penalizzazione di Trapani se – così come prevede il provvedimento del governo Renzi- finisce nella giurisdizione dell’Autorità Portuale di Palermo. Durissima la reazione del senatore di Forza Italia Antonio D’Alì: “La proposta del governo e del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti è illegittima, indecente ed irricevibile”. Illegittima perché la città di Trapani non è sede di autorità portuale avendo già subìto la mortificazione da parte del Governo Prodi di vedere soppressa la sua. Dunque non si capisce perché debba subire dopo la beffa anche il danno”. Indecente “tecnicamente poiché configura un’ulteriore volontà di colonizzare Trapani da parte palermitana senza alcun nesso logico di sistema. Dico ciò perché Trapani non ha alcuna attinenza strategica con Palermo mentre invece, piuttosto, si è sempre rilevata l’esigenza di fare sistema con la fascia costiera sud-occidentale e prospiciente il canale di Sicilia che conduce sino a Porto Empedocle. Indecente anche perché il modello di governance proposto esclude dal tavolo delle decisioni i rappresentanti degli enti locali trapanesi e degli operatori marittimi del territorio, prevedendo che a Trapani venga istituito solamente un ufficio distaccato dell’autorità di Palermo”. Irricevibile “perché comporterebbe una mortificazione dell’autonomia del Porto di Trapani e una prevaricazione delle esigenze prioritarie di autodeterminazione delle sue strategie secondo le indicazioni e le sue peculiari prospettive già praticate e progettate dall’attività degli operatori marittimi trapanesi”. Il decreto legislativo passerà ora al vagli delle commissioni competenti. D’Alì annuncia battaglia in quella Trasporti. “Spero – ha aggiunto – che facciano altrettanto gli altri rappresentanti della città in Parlamento. Ma soprattutto mi rammarico che qui siano venuti a fare inutilmente passerella, promettendo l’autonomia, il sottosegretario Nencini e il Senatore Filippi, componenti del Governo e della maggioranza che lo sostiene, in occasione delle visite da loro personalmente effettuate proprio al porto di Trapani”.

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