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CASTELVETRANO, GIAMBALVO E’ TORNATO IN CONSIGLIO: “ESTRANEO A FATTI DI MAFIA”

Estraneo a fatti di mafia. Vittima di una interpretazione sbagliata delle intercettazioni, distante dalle accuse che gli sono piovute addosso dai media, consapevole di avere sempre agito nel rispetto delle regole ed a sostegno di progetti di legalità. Fiducia nella giustizia, da qui il suo no alle dimissioni dalla carica di consigliere. Si è presentato così Lillo Giambalvo, tornato in consiglio comunale ieri sera dopo la sospensione che era scaturita dall’arresto nell’operazione antimafia “Eden 2”. Giambalvo ha affrontato il processo ed è stato assolto. Un decreto del prefetto Leopoldo Falco lo aveva sospeso dall’attività consiliare, un decreto del prefetto Falco lo ha reintegrato. Giambalvo ha preso il posto di Leo Caraccioli che lo aveva sostituito durante una parte della sospensione. Il consiglio e l’amministrazione del sindaco Felice Errante hanno preso atto delle dichiarazioni del consigliere. Giambalvo era stato inserito nell’articolata rete di protezione del superlatitante Matteo Messina Denaro. Ma l’assoluzione, in primo grado, ha cancellato le accuse che avevano portato al suo arresto. Giambalvo è arrivato in consiglio dopo le dimissioni dall’aula dell’attuale assessore Giuseppe Rizzo. Si è infatti candidato nella lista di “Futuro e Libertà” risultando il primo dei non eletti. Ha cercato di ottenere il seggio con un ricorso al Tar ma ha dovuto prendere atto della sentenza negativa del tribunale amministrativo di Palermo. E’ poi passato con il movimento “Articolo 4” e nell’ambito di un accordo politico tra il suo gruppo ed il sindaco Felice Errante ha fatto il suo ingresso in aula dopo le dimissioni di Rizzo, anche lui candidato nella lista “Futuro e Libertà”.

 

 

 

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