TRAPANI, IL FUTURO DELLE “STRISCE BLU”. LA RISPOSTA DELL’AMMINISTRAZIONE

28 Dicembre 2015

La posizione ufficiale dell’amministrazione Damiano sui parcheggi a pagamento in città emerge dalla risposta ad un’interrogazione del consigliere di “Noi con Salvini” Felice D’Angelo. Palazzo D’Alì conferma che la società “AIPA” e la “Mazal Global Solutions srl” hanno comunicato il subentro di quest’ultima nell’affidamento del servizio di gestione delle cosiddette “strisce blu” e che questo passaggio di consegne si è concretizzato a partire dallo scorso primo luglio. Le due società hanno assicurato la permanenza dei requisiti di carattere oggettivo, capacità tecnico-professionali, nella gestione del servizio. Come dire, cambia la società ma il servizio rimane lo stesso perché la “Mazal” è nelle condizioni di andare avanti. L’amministrazione Damiano ha aggiunto che “al fine di mantenere la prosecuzione dell’affidamento del servizio di gestione dei parcheggi pubblici a pagamento per il periodo primo luglio 2o15 – 20 dicembre 2016 si è reso necessario confermare gli impegni già assunti con la società <<AIPA>> trasferendoli, per effetto del contratto di affitto di ramo di azienda, alla <<Mazal Global Solutions>>. Lo scorso 27 novembre gli uffici di Palazzo D’Alì hanno preso atto del subentro della “Mazal”. L’amministrazione ha voluto precisare che “i requisiti di carattere oggettivo, capacità tecnico-professionali, posseduti dalla società <<AIPA>> si intendono traslati alla <<Mazal Global Solution>>, mentre quelli di carattere soggettivo dovranno essere verificati, subordinando l’efficacia del subentro all’esito positivo del controllo di detti requisiti, attualmente in corso e che per la loro complessa natura necessitano di un lasso di tempo non indifferente”. Il passaggio di consegne tra le due società è stato necessario perché l’AIPA è una società senza futuro. E’ ormai fallita ed ha deciso d’intervenire per evitare il peggio trasferendo le “strisce blu” di Trapani alla “Mazal”. La nuova società è al 76% della “Angle srl”, al 23% della “KGS” e all’1% di Marco Marchetti. La “KGS” è però in uscita dall’azionariato perché non gode di buona salute

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