ERICE, LE REGOLE DEI TRANCHIDIANI CHE STANNO PER ARRIVARE ANCHE A TRAPANI

21 Dicembre 2015

Il movimento “Erice che Vogliamo” riparte dai “cantieri programmatici” e con il suo portavoce Gianni Mauro fa il punto sul movimento che intende allargare il suo raggio d’azione oltre il Comune ericino. Il movimento, ci tiene a precisare Mauro, è solido. Non ci sono flessioni. In questi mesi è però registrato lo strappo con “Cives”, dopo la decisione del suo segretario Piero Spina di entrare a far parte della giunta Damiano a Trapani. Strappo che ha coinvolto il consigliere Giuseppe Spagnolo, esponente e consigliere del movimento che si è schierato con Spina e di conseguenza non ha condiviso la rottura con “Cives”, maturata dopo le dure dichiarazioni del sindaco Giacomo Tranchida sulla scelta di Spina. Nelle ultime settimane la maggioranza a sostegno del primo cittadino ha perso un consigliere, Giovanni Maltese, passato nel Psi, dopo essere arrivato in maggioranza dall’opposizione. Rimane invece ancora soltanto una indiscrezione – mai tuttavia smentita dal diretto interessato – dell’adesione al Psi anche del consigliere Santino Alastra, lui sì espressione del movimento tranchidiano. Rimane invece una “non notizia” quella che darebbe anche il presidente del consiglio Ninni Romano vicino al Psi. Lo stesso presidente ha smentito, confermando la sua appartenenza al progetto politico del movimento tranchidiano. Premesse necessarie per comprendere meglio la linea del movimento dettata dal portavoce-assessore Mauro.

Avanti con i “cantieri”

Mauro rimanda ad un incontro tra consiglieri, assessori e sindaco per ribadire che sui “cantieri programmatici” alla base del progetto tranchidiano c’è piena convergenza perché rappresentano il cuore del progetto amministrativo che gli elettori hanno premiato con la rielezione di Tranchida.

Obiettivo Trapani anche con Fazio

Il movimento è pronto a fare la sua parte alle prossime elezioni comunali nel capoluogo e dice anche come: “Dopo Valderice, anche per Trapani in occasione delle prossime elezioni amministrative contribuiremo, oltre che con una propria lista “Per Trapani che Vogliamo”, al sostegno di una auspicata larga coalizione programmatica: PD e centro sinistra e liste dei movimenti civici tutte e anche quelle dell’ex Sindaco Fazio, passando ovviamente dalle primarie aperte ai cittadini per la legittimazione unitaria del candidato sindaco. In tale direzione la prospettiva imminente è quella di aprire, come fatto per Erice e Valderice, anche a
Trapani cantieri programmatici aperti e pubblici, cui invitare le forze sociali e culturali oltre i cittadini trapanesi che vogliono contribuire mettendoci la faccia, per un primo confronto programmatico”.

Progetto Erice

Mauro mette le cose in chiaro sul Comune di Erice che rimane la roccaforte del movimento: “Su Erice, dove il movimento insieme al PD è impegnato nell’attuazione di progettualità programmatiche che segneranno la svolta socio-economica della città, rispetto a talune e infondate indiscrezioni stampa, nessun abbandono si registra fra le fila del movimento per Erice che Vogliamo fra i Consiglieri eletti nelle quattro liste civiche riportanti anche il nome di <<Tranchida Sindaco>>: 0tto i Consiglieri eletti e fra questi il presidente
del consiglio Ninni Romano”. Il portavoce-assessore lascia intendere che sia nel movimento che nella maggioranza che sostiene Tranchida c’è un dibattito aperto: “Esiste di certo una dialettica preziosa e plurale, rispettosa delle provenienze personali e dell’individuale
impegno civico, culturale, professionale e politico, ma di certo non contraria al perseguimento unitario dei risultati e degli obiettivi programmatici per la città, ormai noti e indiscussi”.

Erice, due linee politiche

Il movimento fa chiarezza anche sull’alleato Pd e sull’alleanza ericina: “Esiste invece, per rimanere ad Erice, una diversa esigenza di prospettiva politica fra il movimento cittadino
<Per Erice che Vogliamo”, interessato fortemente alla risoluzione dei problemi ed a segnare scenari di sviluppo e futuro della città e per i cittadini, e l’alleato Pd, legittimamente interessato alla costruzione di uno scenario politico omogeneo di scala sovra-comunale”.

Erice, il nodo Psi

Una delle divergenze più profonde tra il movimento tranchidiano ed il Pd riguarda la collaborazione con il Psi. I tranchidiani non fanno concenssioni ai democratici ma lasciano comunque aperta la porta del dialogo ed uno spiraglio per un accordo comunque difficile da realizzare: “Rimangono dubbi e forti perplessità sull’affidabilità e serietà politica di alcuni possibili protagonisti di coalizione indicati dal Pd, fermo restando ovviamente la pregiudiziale dell’immediato abbandono della loro quotidiana azione strumentale ed ostruzionistica all’attività amministrativa”. Non c’è scritto ma si legg Psi. Da qui l’unica soluzione possibile per andare oltre le divisioni attuali, quella delle primarie di coalizione: “Nel futuro solo la legittimazione elettorale alle primarie di coalizione di tali gruppi e degli stessi leader, gli
stessi protagonisti delle divisioni passate, Psi compreso, qualora faccia parte della coalizione, possono archiviare gli elementi di divisione politico-programmatica delle trascorse legislature. Null’altro! Risulta pertanto alquanto stucchevole la presa di posizione di taluni consiglieri socialisti nell’alimentare ad arte indiscrezioni stampa, magari per seminare zizzania e fomentare incomprensioni in seno all’opinione pubblica, circa repentini cambi di linea politica da parte dei vertici del movimento per Erice che Vogliamo, che ribadiscono la volontà di andare alle primarie aperte nella primavera 2016”.

Chi esce non entra più

Nessuna possibilità di recupero per chi ha lasciato il progetto politico tranchidiano. Per i cosiddetti “consiglieri voltagabbana”, il messaggio è chiaro: “La maggioranza non è sicuramente dotata di porte girevoli, chi oggi esce dalla stessa non può pensare di rientrarci di certo domani.La maggioranza non può trasformarsi in una giostra, anche per il futuro”.

Messaggio a pezzi della maggioranza

Mauro conclude con un altro messaggio riservato a chi, nella coalizione di maggioranza, pensa di mettersi di traverso su quelli che vengono considerati punti programmatici strategici: “L’eventuale incomprensibile opposizione di singoli consiglieri ai noti e strategici punti programmatici in favore della città e fra questi, ad esempio il programma integrato per 18 milioni di euro per la realizzazione di un campus universitario ed edilizia abitativa in favore di giovani coppie monoreddito in San Giuliano, in perfetta sintonia con quanto rassegnato in più occasioni dallo stesso sindaco, di fatto li collocherebbe fuori dalla porta della maggioranza
da subito e registrando immediatamente una pregiudiziale politica da parte del Movimento per Erice che Vogliamo del loro rientro nella futura coalizione per il 2017”.

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