D’ALI’, IL BRINDISI CON MICCICHE’, IL PARTITO E AEROPORTO E PORTO

21 Dicembre 2015

Un brindisi per il nuovo corso di Forza Italia. Calici al cielo domenica mattina in un noto bar della Via Fardella. Ospite il neo commissario regionale del partito Gianfranco Miccichè. A fare da padrone di casa il senatore Antonio D’Alì. Presente anche il senatore Francesco Scoma. D’Alì, in attesa dell’arrivo di Micciché, ha potuto fare un bilancio del 2015 ed indicare i primi obiettivi del prossimo anno. Tra questi c’è sicuramente il congresso provinciale. Il parlamentare trapanese ha una sua tesi politica su Forza Italia che riguarda la Regione ma anche gli enti locali. Tra il 2016 ed il 2017 si voterà in Comuni importanti a cominciare da Alcamo, ma poi, nel 2017, ci saranno Trapani, Erice, Castelvetrano, ma anche Catania, Palermo. Non ci sono avvisaglie ma l’opzione di elezioni Politiche nazionali è sempre da prendere in considerazione. Da qui la strategia del senatore: “Forza Italia deve costruire il suo programma e fare scelte importanti. La Sicilia vive in uno stato di disperazione soprattutto dal punto di vista occupazionale. Dobbiamo recuperare con progetti concreti che possano dare risposte alle fasce più deboli della popolazione siciliana. Non è soltanto responsabilità di Crocetta ma anche di chi lo tiene lì”.

Aeroporto di Birgi

D’Alì non cambia linea. Ha sempre detto che la via da seguire è quella della privatizzazione: “Mi auguro  che venga portata avanti nel rispetto delle norme nazionali ed europee”. Sarebbe anche pronto a sostenere un progetto di privatizzazione più ampio, con il coinvolgimento dell’aeroporto di Palermo, ma c’è da fare i conti con i due assetti societari diversi: “A Birgi c’è la Regione che però non è presente a Palermo. Non c’è mai stato un tavolo degli enti pubblici per definire una linea comune. Per quanto mi riguarda non sarei contrario ad ad un unico bando di gara”. Il senatore scommette sulla privatizzazione di Birgi anche senza Palermo. Il sistema Firenze-Pisa non è dunque l’unica soluzione. Birgi è appetibile anche come scalo aeroportuale autonomo: “Ha una sua potenzialità autonoma. Ci sono molte compagnie aeree interessate al nostro aeroporto. Non posso fare i nomi ma è così. Ryanair ha progressivamente cambiato i voli puntando su quelli nazionali piuttosto che sui voli internazionali che sono però quelli che servono di più al nostro territorio. Specialmente quelli con il Nord Europa. Ci sono le condizioni potenziare il nostro aeroporto che, non dimentichiamolo, è cresciuto per il lavoro che è stato fatto in questi anni dalla classe dirigente di questo territorio. Ecco perché dobbiamo seguire con attenzione il processo di privatizzazione e soprattutto le scelte che farà la Regione. Scelte che devono essere di prospettiva, per dare un futuro a Birgi”.

Il porto di Trapani

Sulla concessione dell’area demaniale dell’ex Cantiere Navale di Trapani il senatore tira dritto: “L’area è stata assegnata ad una società che si occupa di nautica da diporto. Ritengo che sia la strada giusta da seguire”. Non è però la strada indicata dai sindacati che puntano ad un recupero della cantieristica navale: “Il sindacato farebbe bene a difendere e tutelare i posti di lavoro e non a dare indicazioni su cosa fare. La nautica da diporto apre ad un mercato più accessibile, che non è soltanto stagionale e che può determinare un collegamento diretto con l’aeroporto. In tanti potrebbero tenere le barche qui da noi e raggingerle nei week-end per poter utilizzare le imbarcazioni. Sarebbe una ulteriore occasione per sostenere il turismo”. D’Alì lancia però un vero e proprio allarme rosso sulle condizioni generali del porto: “Abbiamo diversi cantieri fermi che dovrebbero invece essere sbloccati prima possibile. Mi riferisco alla banchina Ronciglio, a quella dei Vigili del Fuoco, all’escavazione dei fondali. Sono stati fatti i carotaggi ma poi si è bloccato tutto, con il rischio di renderli inutili con il passare del tempo. C’è poi l’area dell’ex dispensario, il porto peschereccio che è rimasto così com’era. Fino a poco tempo fa c’era pure l’incertezza sull’ex area CNT. Il porto ha bisogno di una visione strategica. Nell’ultima bozza del Ministero non ci sarebbe l’accorpamento con il porto di Palermo e con la sua Autortià Portuale”.

Il nuovo corso di Gianfranco Miccichè

D’Alì e Miccichè hanno avuto più motivi di distinzione e di scontro politico  che momenti di unità, ma le vicende del passato devono essere archiviate nell’interesse del partito. Ed il senatore ha cominciato a fare la sua parte: “Gianfranco è una risorsa per il partito. Ha portato nuovo entusiasmo. Ripartiamo dai territori tornando ad avere un contatto diretto con la gente”.

Le dichiarazioni di Miccichè

Berlusconi gli ha affidato il partito in Sicilia e l’ex sottosegretario è fiducioso: “Ricostruiamo la casa. La Sicilia è una regione di centrodestra e possiamo recuperare facendo tesoro degli errori che abbiamo commesso. In tanti mi hanno telefonato ed ha deciso di tornare in prima linea. Non sapevano più a chi rivolgersi. Ora possiamo ripartire”.

Il brindisi

All’incontro con Micciché c’erano gli amici del senatore Antonio D’Alì. Un gruppo che lo ha sempre sostenuto e che continua a farlo andando oltre gli equilibri interni di partito. Non c’erano invece quelle che dovrebbero essere le nuove forze miccicheiane. Gli inviti sarebbero partiti anche per loro ma hanno preferito non partecipare. Il “disgelo” in Forza Italia è un obiettivo da raggiungere. Il senatore ed i suoi amici sono pronti a dare il loro contributo.Toccherà ora a Miccichè recuperare gli amici ed i sostenitori della sua linea anche in provincia di Trapani.

 

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