IL VESCOVO MOGAVERO INDAGATO PER APPROPRIAZIONE INDEBITA

17 Dicembre 2015

Un altro colpo durissimo sulla Chiesa trapanese. Le due diocesi sono sotto tiro da tempo. Dopo i riflettori puntati sull’ex vescovo Francesco Miccichè e il probabile ed imminente rinvio a giudizio – si tratta del caso dell’utilizzo dell’8 per mille – ora tocca al vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero. E’ indagato dalla Procura della Repubblica di Marsala per appropriazione indebita. Sotto inchiesta anche l’ex economo della diocesi di Mazara del Vallo Franco Caruso, che non è stato riconfermato dallo stesso Mogavero quando il vescovo si è accorto di notevoli debiti accumulati negli ultimi anni dalla Curia. Don Caruso è parroco di Santa Ninfa ed è accusato anche di malversazione. L’accusa nei confronti del vescovo è di essersi approriato di 180 mila euro con accredito sul suo conto corrente. Dovrà chiarire anche alcuni assegni a proprio favore dai conti correnti intestati alla diocesi di Mazara. Secondo la Procura don Caruso si sarebbe appropriato di oltre 120 mila euro con prelievi in contanti. Anche lui dovrà fare chiarezza su alcuni assegni. A don Caruso viene contestata anche la malversazione in quanto delegato ad operare sui conti correnti della diocesi ed avendo la possibilità di utilizzare le somme erogate dalla CEI. Soldi che invece di destinare ad interventi caritevoli avrebbe speso oltre 250 mila euro utilizzando in altro modo. Emerge un ulteriore particolare. Parte di questo denaro sarebbe finito a don Vito Caradonna, prete marsalese sospeso a divinis dopo una condanna per tentata violenza sessuale su un uomo ed, al momento, sotto processo a Marsala per circonvenzione d’incapace. L’indagine su Mogavero e Caruso è coordinata dal procuratore della Repubblica di Marsala Alberto Di Pisa. Le indagini sono state svolte dalla Guardia di Finanza.

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